mercoledì 27 febbraio 2019

IL VOSTRO SE' SUPERIORE E' PRESSO DIO......

L’unica verità per voi Esseri Incarnati la potrete riscoprire nell’unione con il vostro Sé Superiore che è presso Dio.
Quando siete in comunione con il vostro Sé tutto è chiaro, ciò che vi affanna perde importanza e ciò che è buono e santo acquista valore.
E’ tutto qui il segreto, tutto qui il significato del vostro Cammino
Ricordate di raggiungere il connubio con il vostro Sé tramite una quieta e serena meditazione. Se potete fatela ogni sera, oppure la mattina per iniziare bene la vostra giornata.
Ma ricordate anche di essere sempre radicati nel qui ed ora. Non potete infatti essere solo e solamente in Cielo con tutto il vostro essere.
Appartenete alla Terra che vi dona le sue radici amorevoli e vi aiuta nell’azione.
Siate sempre nell’agire compassionevole e nel pensiero divino.
Camminate passo dopo passo e andate avanti.
Ci saranno soste e forse anche qualche caduta, ma non è importante perché la meta è ambita. Il vostro cammino, il vostro viaggio vi arricchisce, vi rende empatici e più “umani”. Non ascoltate chi parla di argomenti negativi ammantati da energia pesante.
In realtà l’energia pesante non vi potrà toccare più di tanto se siete sul vostro Cammino Amato.
Non lasciatevi coinvolgere da pensieri pesanti: essi abbassano la vostra vibrazione. Siate invece “leggeri”, vibrate di amore e speranza. Vogliate sempre il bene per voi e per il vostro prossimo. Se vi accorgete di non pensare in questo modo, correggete il vostro pensiero.
Ecco, in questo modo il Cammino sarà agevole, il Viaggio sarà amabile ed arriverete là dove il vostro cuore e la vostra anima già sono: nell’unione con il vostro Sé Superiore che è presso Dio e che è anche chiamato Il Regno.
Pace e amore a voi, Emmanuel

martedì 26 febbraio 2019

NON POSSO CAMBIARE LA SITUAZIONE MA POSSO CAMBIARE LA MIA MENTE......



I latini usavano dire: Faber est suae quisque fortunae, vale a dire ognuno è artefice della propria fortuna, del proprio destino e in ultima analisi è il costruttore della propria vita. In questo senso non è azzardato sostenere che la persona che più di tutte può renderci felici è rappresentata, per ciascuno, da se stesso.

Ci sono situazioni che possiamo cambiare, altre no....

Certo, ci sono situazioni che non possiamo cambiare ma possiamo cambiare la mente: preferite la via della rassegnazione o dell’accettazione?

Se mi alzo una mattina e penso “Oh mio Dio, non credo sarò capace di affrontare la mia separazione“, vuol dire che la mia vita non è affatto come la desidero” ovviamente mi sentirò male o comunque frustrato/a.

La via della rassegnazione

Questo atteggiamento mi porterà ad avere un pensiero tipo “ok, le cose stanno così, me ne faccio una ragione perché tanto non posso fare nulla per cambiarle”. Questo è RASSEGNARSI e scegliere più o meno consapevolmente la strada della frustrazione, dell’impotenza, della tristezza, dello svuotamento, del vedere la vita con occhi incolori.

La via dell’accettazione

E sappiatelo: tutte noi, ci siamo caduti a volte. Non importa. Se in questo preciso momento ci rendiamo conto che stiamo seguendo questa strada, possiamo scegliere di cambiarla… in un istante. Esiste infatti un’altra via, quella dell’accettazione.


“Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle” Denis Waitley

La via dell’accettazione, nella stessa situazione, ci porterà ad avere un pensiero tipo “ok, le cose stanno così: mi piacerebbe che fossero diverse ma prendo atto che ora questa è la situazione. Ok, ci sto. Adesso cosa possa fare per migliorarla? Cosa è in mio potere per cambiarla?”

E da lì ogni cambiamento è decisamente più semplice. Quante volte le persone dicono “NON POSSO ACCETTARLO!” quasi sempre con rabbia, frustrazione, rancore, malessere? Quante volte tu, lo hai detto e lo dici ad alta voce o nella tua testa? Non lo trovi stancante? Non è difficile, vivere in un mondo in cui devi sempre lottare contro qualcosa o qualcuno?


E quanto prima lo accettiamo, tanto prima smetteremo di soffrire

Quando una persona non vuole rimanere al nostro fianco possiamo fare ben poco per trattenerla. È inutile lamentarci se abbiamo perso un’opportunità di lavoro. Per quanto proattivi, entusiasti e positivi siamo, ci sono situazioni che non possiamo cambiare. In questi casi ci resta solo la possibilità di cambiare la nostra mente.
I pericoli della non-accettazione

Ci sono situazioni che dobbiamo accettare anche se non siamo in grado di cambiarle. Quando non le accettiamo si trasformano in un ostacolo che ci sottrae energia. Il vero miracolo succede quando le accettiamo, dato che durante questo processo di apparente resa cresciamo e voltiamo pagina. Che cosa accade quando non accettiamo una situazione che non possiamo cambiare?
Ci mantiene bloccati

Se ci troviamo di fronte a un muro e tentiamo di tutto per abbatterlo ma senza riuscirci, ci sentiremo frustrati e inizieremo a lamentarci. In questo modo resteremo bloccati sul nostro cammino. Al contrario, se cerchiamo di trovare altre soluzioni, possiamo continuare ad andare avanti, grazie anche al muro che ci ha stimolati.

Ci rende infelici...

Quando non riusciamo a cambiare la situazione o gli altri non soddisfano le nostre aspettative, la frustrazione può crescere enormemente. Legandoci a questo problema ci impediamo di essere felici, è come se ci costringessimo a trascinare una grossa pietra, anche se in realtà ci piacerebbe lasciarla andare, ma non sappiamo come.
Ci impedisce di vedere le opportunità,,,,,

Un problema o una situazione negativa, soprattutto se mantenuti nel tempo, tendono a generare frustrazione. E in questo stato non solo non siamo in grado di andare avanti, ma non riusciamo neppure a percepire le soluzioni e le opportunità che abbiamo sotto gli occhi. Non accettare un fatto significa chiudersi alle opportunità, scegliendo di rimanere nel passato.
Non è la situazione, è come reagisci.....

Spesso confondiamo la realtà con le nostre reazioni. Ma è importante notare che non è la situazione in se stessa che genera frustrazione, sofferenza o angoscia, queste sono solo le nostre risposte agli eventi che non possiamo o non vogliamo gestire. Si tratta di una differenza sostanziale, perché in questo modo è possibile separare l’evento dalla nostra reazione allo stesso. Si tratta insomma di renderti conto che stai reagendo a un significato, non a un fatto.

Infatti, molte volte siamo noi stessi che aggiungiamo benzina al fuoco, immaginando i peggiori scenari possibili o lasciando che le emozioni negative prendano il sopravvento. In questo modo otteniamo solo di peggiorare la situazione, quando l’obiettivo è quello di sentirci meglio. In pratica, finiamo per perdere la prospettiva che bene e male, negativo e positivo, si basino essenzialmente sui nostri punti di vista, su come scegliamo di reagire a determinate situazioni.

Molte delle situazioni che a prima vista possiamo considerare negative o cattive, possono essere positive, o almeno assumere un carattere neutro se cambiamo prospettiva e ne approfittiamo.

Naturalmente, non si tratta di relativizzare tutto o soffrire in silenzio. Quando una situazione non ci piace o diventa un ostacolo per il raggiungimento dei nostri obiettivi, dobbiamo cercare di cambiarla, ma se non siamo in grado di farlo, sbattere continuamente contro il muro servirà solo a farci del male. Se non siamo in grado di abbattere quel muro è meglio imparare a sfruttarlo.

Per raggiungere questo obiettivo, è importante capire che tutto dipende dall’interpretazione, che è determinata dalle nostre esperienze, le aspettative e le emozioni che ci trattengono e ci condizionano. Tuttavia, quella che stiamo vedendo non è l’unica realtà, ma solo un aspetto di questa. La nostra reazione alla situazione sarà la versione finale. Pertanto, concentrati sulla ricerca di soluzioni, non lamentarti.

Ricorda che la vita non è come si desidera che sia, molto spesso è capricciosa e imprevedibile. Continuerà a mettere dei problemi sul tuo cammino ma anche nuove opportunità. Sei tu che scegli se vuoi essere una vittima o se preferisci prendere in mano le redini e imparare ad ogni passo che fai.


Dopo tutto, ricorda che nulla è per sempre. Se qualcosa non ti piace, prova a cambiarlo, se non è possibile, non torturarti e cambia atteggiamento. Impara ad abbracciare la vita con tutto ciò che comporta.



sabato 23 febbraio 2019

IPAZIA D'ALESSANDRIA LA MARTIRE DEL FANATISMO CRISTIANO....



 Ipazia D'Alessandria LA MARTIRE DEL FANATISMO CRISTIANO Figlia di un celebre matematico del Museo dell'insegnamento di Alessandria d'Egitto, Teone, il cui Commentario all'Almagesto di Tolomeo viene considerato uno dei migliori lavori di astronomia della scuola alessandrina, Ipazia, nata intorno al 370, fu istruita dal padre nelle scienze esatte (specialmente astronomia e geometria), ma subì anche influenze teosofiche e occultistiche, in quanto frequentò la scuola neoplatonica di Alessandria.

 A quel tempo ogni filosofo o scienziato alessandrino era un po' alchimista, in quanto i confini tra scienza e magia non erano rigorosamente tracciati. Non dimentichiamo che i greci avevano raccolto in Alessandria il sapere magico, mistico ed esoterico, andato poi distrutto, delle filosofie e religioni egizie e assiro-babilonesi. Si devono a Ipazia e a suo padre le edizioni delle opere di Euclide, Archimede e Diofanto che presero la via dell'Oriente durante i secoli, e tornarono in Occidente in traduzione araba, dopo un millennio di rimozione. Ed è noto anche il loro lavoro a proposito del “Sistema matematico” di Tolomeo, astronomo, matematico e geografo alessandrino del II sec. la cui teoria astronomica geocentrica restò in auge fino alla “rivoluzione copernicana” del XVI secolo. Su di lei non vi sono dati sicuri, non essendoci rimasto alcuno scritto: sono citati solo tre titoli di tre opere di matematica e di astronomia: Commentario alla Aritmetica di Diofanto, Commentario al Canone astronomico e Commentario alle sezioni coniche d'Apollonio Pergeo, considerato il suo capolavoro All'insegnamento delle scienze esatte è certo che aggiunse quello della filosofia, commentando Platone, Aristotele e i filosofi maggiori. Il suo discepolo più illustre fu Sinesio di Cirene, filosofo neoplatonico, poeta e oratore, che poi divenne, forse tradendo l'insegnamento di Ipazia, vescovo cristiano di Tolemaide. Dopo la morte di Ipazia egli cercherà di fondere le dottrine gnostiche con quelle neoplatoniche, senza tuttavia perdere mai di vista la fondamentale concezione platonica alla quale si attenne da vicino in due opuscoli: uno "sugli Egizi", dove espose in forma allegorica le condizioni della corte di Costantinopoli, l'altro "sui Sogni" in cui sostenne la possibilità di servirsi del sogno a scopo divinatorio. Le coniche di Apollonio Insegnava come Socrate per le strade e il prefetto romano Oreste si diceva che cercasse il suo consiglio nelle questioni di carattere pubblico e che addirittura fosse suo discepolo. Ipazia non teneva il suo sapere per sé, né lo condivideva soltanto con i suoi allievi. Al contrario, lo dispensava con grande liberalità a chiunque e per questo si conquistò grande considerazione fra i suoi concittadini. Ipazia insegnò ininterrottamente ad Alessandria per più di vent’anni. 

Molto importante per la sua formazione culturale fu un viaggio compiuto ad Atene, ove si aggregò alla scuola teosofica di Plutarco. Ipazia vedeva nel cristianesimo soprattutto il fanatismo e la violenza, in quanto il vescovo Teofilo aveva fatto distruggere, oltre a vari monumenti della civiltà greco-orientale, anche il famoso tempio di Serapide e l'annessa biblioteca. Seguace di un sistema eclettico di filosofia, Ipazia può essere considerata come una gnostica che cercò di difendere la rinascita del platonismo contro il cristianesimo. I neoplatonici, che si diffusero dal III al V sec., volevano la fusione di tutte le chiese in un unico organismo a sfondo più filosofico che teologico, o se vogliamo più intellettuale che ecclesiale. La scuola di Alessandria appartiene, stando alle fonti classiche, all’ultima grande corrente del neoplatonismo, fiorita tra la prima metà del V e la prima metà del VII secolo. La tendenza erudita, che aveva man mano acquistato rilevanza nelle scuole che la precedettero, era diventata qui prevalente, respingendo in secondo piano la speculazione prettamente metafisica. Il disinteresse per la costruzione della gerarchia emanatistica che era stata concepita nei suoi tre momenti della permanenza in sé, dell'uscita da sé e del ritorno in sé, aveva condotto all'abbandono di quel politeismo classico che in tale gerarchia era stato inquadrato, soprattutto ad opera della scuola siriaca. In teoria le possibilità d'intesa col cristianesimo (ovvero con la scuola catechetica alessandrina) sembravano essere maggiore che altrove, ma proprio la sensazione che questa forma di neoplatonismo potesse costituire un'alternativa valida al cristianesimo, faceva dei cristiani i nemici più accesi, che mal digerivano peraltro l'accentuato interesse del neoplatonismo per le questioni di carattere scientifico. Dopo la morte del vescovo Teofilo, la cattedra vescovile fu occupata, nel 412, da suo nipote Cirillo, di idee fondamentaliste, specie contro i novaziani e i giudei, e che venne subito in urto col prefetto romano Oreste. Come noto il cristianesimo, che cessò d'essere perseguitato con l'editto di Costantino nel 313, diventando religione di stato con l'editto di Teodosio nel 380, iniziò a sua volta a perseguitare nel 392, quando furono distrutti i templi greci e bruciati i libri pagani. Vari scritti del cristianesimo primitivo, quali l'Epistola agli Ebrei, quella attribuita a Barnaba, la Didachè, secondo molti storici proverebbero che in Alessandria c'era una spiccata tendenza della stessa chiesa ufficiale verso lo gnosticismo. A questo tendenza intellettualistica aveva cercato di porre rimedio la scuola catechetica, ma la difesa non era stata condotta senza far gravi concessioni all'avversario, ammettendo, oltre all'interpretazione allegorica delle scritture, l'esistenza di una gnosi ortodossa, che rendeva perfetto chi la possedeva e l’innalzava al di sopra del semplice fedele. Cirillo si trova nella difficile situazione di porre un argine alla scuola catechetica che intreccia rapporti sempre più stretti con i rappresentanti neoplatonici alessandrini e la necessità di dettare la formula della retta fede in Oriente, in virtù di quella tradizione dottrinale che gli derivava da Demetrio. Ad Alessandria vi erano, allora, pagani e idolatri d'ogni culto, e cristiani di tutti gli scismi ed eresie, nonché una cospicua colonia di ebrei fatta oggetto di discriminazioni da parte dei cristiani. Gli ebrei, risentiti, si difesero e il patriarca Cirillo li cacciò dalla città saccheggiandone le sinagoghe. Il prefetto Oreste fece arrestare un seguace di Cirillo, sottoponendolo a pubblica punizione, ma una folla cristiana, per rappresaglia, ferì il prefetto. A motivo di ciò l'attentatore, che era monaco, fu giustiziato e Cirillo ne fece l'elogio come fosse stato martirizzato. Cirillo tentò di conciliarsi con Oreste, ma il tentativo fallì, forse anche a causa di Ipazia. Oreste invano sollecitava l'intervento dell'imperatore d'Oriente Teodosio II, il quale però era soggetto alla volontà della sorella Pulcheria, imperatrice di fatto e strettamente legata al cristianesimo di Cirillo. Cirillo, che mal sopportava la predicazione pagana di Ipazia, divenuta ad Alessandria la rappresentante più qualificata della filosofia ellenica, si convinse che l'ostacolo maggiore alla risoluzione della controversia fosse proprio lei. Pur non dando un espresso ordine, egli istigò il gruppo fanatico di monaci parabolani ed eremiti della Tebaide guidati da Pietro il Lettore a togliere di mezzo Ipazia. E così, dopo averla trascinata fino alla chiesa che prendeva il nome da Cesario, quasi volessero compiere una sorta di sacrificio umano, prima Pietro con una mazza ferrata, poi gli altri monaci con pugnali fatti di conchiglie, massacrarono il corpo di Ipazia e lo bruciarono. Era l'anno 415, il IV dell'episcopato di Cirillo. Gli assassini rimasero impuniti. Oreste chiese un'inchiesta; Costantinopoli non poté non concederla, e mandò ad Alessandria un tale Edesio, il quale non fece nulla, poiché si lasciò corrompere da Cirillo. Oreste ottenne soltanto dei provvedimenti per arginare l'ingerenza politica dei vescovi nei poteri civili. Cirillo in seguito verrà addirittura santificato come esempio di sicura ortodossia. Fu Damascio, filosofo neoplatonico (480/prima metà del sec.VI a.C.), quinto successore di Proclo nello scolarcato dell’Accademia, che per primo, nella Vita di Isidoro, incolpò Cirillo del delitto. Nella Storia ecclesiastica dell'ariano Filostorgio, nato circa il 368 d.C. e dunque contemporaneo dei fatti narrati, si arriva a sostenere che l'assassinio non era opera di una amorfa folla fanatica, ma di quel clero cristiano che, ad Alessandria in modo particolare, voleva spadroneggiare su tutti. In ogni caso, la partenza frettolosa, successivamente, di molti dotti, segnò l'inizio del declino di Alessandria come il più grande centro di erudizione antica. Gli ultimi neoplatonici furono tolti di mezzo dall'imperatore Giustiniano, che chiuse la scuola platonica nel 529 d.C. Essi fuggirono in Persia presso Chosroe I, il quale era curioso di filosofia e garantì di professare liberamente il platonismo (531). Questo diritto fu addirittura sancito nel trattato di pace tra Giustiniano e Chosroe. E' degno di nota come, al crepuscolo ormai del pensiero greco, la libertà di filosofare venisse garantita ai Greci, contro il loro cristianissimo imperatore, dall'ultimo grande sovrano persiano, della dinastia dei Sassanidi. Ipazia viene ricordata, ancora oggi, come la prima matematica della storia, anzi, fu la sola matematica per più di un millennio: per trovarne altre, da Maria Agnesi a Sophie Germain, bisognerà attendere il Settecento. Ipazia fu anche l'inventrice dell'astrolabio, del planisfero e dell'idroscopio.

http://www.antiguatau.it/aggiornamenti%203/pagine%20di%20teosofia/ipazia.htm

IL COLORE ORO DI ALBA GIORDANA......


Il colore oro ...Il dorato metallo che tutti amano e che è divenuto ben presto il metallo regale che dimostra l opulenza di Dei, nobili e ricchi...Il desiderio di tutti venduto a caro prezzo , ha un origine aliena....Un tesoro che si trova non soltanto sul pianeta terra. nel mio libro tu hai dieci corpi questo oro prende pieno possesso nel nostro corpo..
esso è uno dei primi tre corpi non conosciuti perché le sue memorie sono state mescolate con il mito della colomba. in cromoterapia il colore oro non esiste si usa il giallo poiché il chakra del plesso solare si lega direttamente al corpo di oro , la nostra colomba interiore colei che contiene i nostri principi maschile e femminile e la scintilla divina.
tratto dal mio libro..TU HAI DIECI CORPI . Per imparare a curarsi da soli.

Questo libro di Alba Giordana è un manuale per conoscersi meglio e curarsi con poca fatica insegnandoci a conoscere ed utilizzare i nostri dieci corpi. Descrive come il nostro corpo non sia considerato solo come una macchina biologica corruttibile e mortale. Esso è molto di più, è un amalgama di segreti che qualcuno vuole tenere a bada, un demiurgo maligno ne vuole essere il padrone assoluto. Questo libro, che riporta il passato nel presente, è soprattutto futuristico, il vecchio Essere ancora combattuto da mille anni di persecuzioni oscurantiste, fa fatica a cambiare le cellule di questo suo corpo che comunque è in mutazione per dare coscienti e nuovi ordini alla sua mente, la quale fa fatica a percepire la voglia altrui di esplorare l'universo alla ricerca di vita o di pianeti da colonizzare in futuro.
PER LE VOSTRE ORDINAZIONI E/O INFORMAZIONI CONTATTATECI ALL'INDIRIZZO E-MAIL: albaemichele@alice.it

venerdì 22 febbraio 2019

POTENTE DECRETO PER ATTIRARE ABBONDANZA CON L'ARCANGELO URIEL.....



Ogni venerdì possiamo chiedere aiuto all'Arcangelo Uriel,della prosperità e dell'offerta. Prendo questo modo per condividere con voi l'importanza della cucina della vostra casa per attirare prosperità e abbondanza in casa.


Quindi, affinché il denaro arrivi sempre in abbondanza, metti nella tua cucina un cestino con mandarini freschi o delle arance che potete trovare tutto l'anno,  di seguito prendete un mandarino o un'arancia , un incenso all'arancia e una candela arancione, questo si ripete ogni venerdì con il seguente decreto:

"Amato Arcangelo Uriel,
Ti invoco nel nome del Padre Creatore,
avvolgimi nella fiamma color oro rubino,
Riempi il mio essere con Pace, Grazia e Provvidenza.

Aiutami a trovare una soluzione
al problema che ho nella mia mente.
Dammi saggezza per capire
Perché le cose accadono
E visione per vedere la soluzione ai problemi.
Riempi il mio mondo con la tua pace infinita,
di prosperità e abbondanza divina.

Grazie Padre, perchè i nostri bisogni sono coperti. "

Amen.

Seguendo questa tradizione metafisica vedrai cambiamenti impressionanti, miracoli di denaro e abbondanza che non avresti mai immaginato.

mercoledì 20 febbraio 2019

LA SUPERLUNA E GLI EFFETTI DELLA SUA ENERGIA.......


La Superluna e gli effetti della sua energia
Si è verificata ieri, 19 febbraio, la SuperLuna. La Luna, al perigeo, sembra essere più grande e quindi ancor più affascinante grazie alla luce con cui si accende.
Bello e magnetico, il nostro satellite ci stupisce ogni volta, e ci lascia incantati davanti a uno spettacolo mai uguale, ricco di colori e di emozioni. Possiamo ben immaginarci come gli antichi vivessero questi momenti: paura, apprensione e senso di mistero che hanno fatto nascere parecchie credenze e leggende, tanto che ancora oggi ci si ritrova a domandarsi se effettivamente, questi fenomeni non influiscano energeticamente sulla vita del nostro pianeta. Passato quindi lo spettacolo del cielo è interessante vedere gli effetti astrologici ed energetici che questa Luna porta con sè.
Per farlo è indispensabile fare un piccolo passo indietro e valutare il Novilunio di inizio febbraio. Il 4 febbraio la Luna era in Acquario. Il Luminare aveva quindi abbandonato il rigido Capricorno per passare al segno dell'innovazione e della trasformazione. Lilith, Mercurio, Sole e Luna... praticamente uno Stellium, un' insieme di pianeti in questo segno governato da Urano. Un'energia potente che ha dato filo da torcere alle comunicazioni e ai suoi strumenti. In pratica: telefoni e pc, lettere, documenti, ecc... hanno subito scosse con malfunzionamenti o situazioni insolite. Possiamo quindi dire che il mese è iniziato con le parole - chiave: novità e cambiamento. L'Acquario è governato da Urano che ora si trova in Ariete quasi in cuspide col Toro. La trasformazione sta proprio prendendo forma. Tutto ciò che è fermo da tempo o che al contrario, sembra correre troppo velocemente, trova qui una nuova energia. Ciò che era impetuoso, ogni cambiamento dettato dalla frettolosità troverà una nuova calma e dimensione e tutto ciò che sembrava tradizionale, tiepido, sarà visto e vissuto sotto una nuova luce.
Il plenilunio e quindi la SuperLuna si è verificata sotto il segno d'Acqua dei Pesci e ovviamente della Vergine. Le emozioni potrebbero sfuggire di mano alle persone sensibili, ma c è un modo per sfruttare questo momento magico.
Uno dei metodi è la meditazione sulle vite passate o sul passato in generale. Farà un pò male, forse, ripensare ai vecchi rancori e dolori, ma è il momento del perdono. Se ci risulta troppo doloroso pensare al passato coccoliamo la nostra anima apprendendo una tecnica nuova, connettendoci con la natura, oppure facendo un piccolo rituale:
Occorre una pietra di luna o una pietra chiara, un foglio o ancor meglio il vostro diario. Tenendo presente che per diario intendo un quaderno personale, riservato solo a voi, non l'agenda del lavoro e degli appuntamenti o della lista della spesa.
Aprite il diario, scrivete un desiderio. Fatelo con parole semplici e senza negazioni. Ad esempio:
L'abbondanza giunge a me e io ne posso disporre a mio piacimento. Tutto avviene in maniera molto positiva per tutti.
Mentre scrivete tenete in un mano la pietra, poi lasciate il diario aperto con la pietra appoggiata sulla pagina o foglio, tutta la notte.
La mattina ritirate il diario o foglio in un luogo riservato, la pietra ponetela in un sacchettino di tulle o in luogo al sicuro. Sarà il vostro portafortuna che vi connetterà con l'energia positiva di questi giorni. Ma ricordatevi: la vera magia è in noi, un portafortuna può essere una cosa simpatica, ma è la nostra capacità creativa, la nostra forza a a rendere vive le emozioni e permetterci di raggiungere risultati. E' il nostro lavoro, la nostra intelligenza... il fulcro dell'energia è in noi a farci giungere alla meta.
Cesarina Briante (c)

lunedì 18 febbraio 2019

LA MANO CHE ACCAREZZA LO SPAZIO.....

Vi ricordate la mano che accarezza lo spazio intorno a noi e ne percepisce la curvatura? Ho cercato di ampliare questa ricerca/esperienza. Noi viviamo in un campo di energia e in uno spazio-tempo (gravità) ma non li percepiamo perché ne siamo immersi sin dalla nascita e perché sono su alte frequenze e di bassa intensità, se ci pensate noi siamo attraversati dalla forza di gravità (spazio-tempo) ma non c’è ne rendiamo conto finché qualcuno non ci fa notare che abbiamo i piedi per terra grazie a questa forza.
È dimostrato che la forza di gravità se portata a valori molto alti, curva lo spazio-tempo, fino all’orizzonte degli eventi, quindi gravità e spazio-tempo sono la stessa cosa.
Ora immaginate se noi potessimo manipolare la gravità intorno a noi attraverso il campo di energia in cui siamo immersi, potremmo andare da uno spazio-tempo all’altro.
Ma i nostri corpi biologici non sono adatti per compiere simili eventi perché sono ancorati in questo spazio-tempo.
Ma i nostri corpi sottili interiori lo possono fare?
Essi sono strutturati proprio per muoversi in diversi spazi-tempo infatti li chiamano anche corpi multidimensionali.
Quindi quando con la mano accarezziamo lo spazio intorno a noi dobbiamo percepirlo come spazio-tempo.
Mi piace pensare che i grandi maestri sia quaggiù che lassù conoscano queste tecniche e le usano per viaggiare in diversi spazi-tempo (dimensioni).
Ma oggi siamo tutti “maestri” e quindi muovendo la mano intorno a noi possiamo percepire non solo la curvatura dello spazio ma anche l’estensione del tempo, possiamo anche immaginare di sfiorare i nostri cari e le nostre guide spirituali che da altre dimensioni ci osservano e ci guidano.

GRAZIE NOEMI ANGELO DI LUCE COSMICA

PREGHIERA ALLE SETTE LUCI DIVINE DEGLI ARCANGELI 🙏

  Arcangeli sacri, copritemi con sette luci divine che illuminano il mio essere e il mio cammino. Ogni raggio celeste scende come un dono: p...