domenica 30 novembre 2014

L'ARTE DEL PERDONO (e perché dico No alla Vendetta)

Cos'è in fondo la vendetta? Cos'è se non una forma di "regolamento dei conti" con cui ci diamo da fare per arrecare dolore e sofferenza a chi ci ha fatto del male?

Attraverso la vendetta arriviamo a percepire un certo livello di soddisfazione e sentiamo che "giustizia è stata fatta". Quando agiamo in modo vendicativo riteniamo di essere dalla parte della ragione e di agire in maniera pienamente legittima.

Ma riflettendo più attentamente, siamo davvero certi che la vendetta sia la risposta giusta alle ingiustizie?Siamo certi che non ci siano alternative più costruttive?5

Io la risposta ce l'ho. Per me la risposta è il perdono.

Al riguardo voglio innanzitutto sgomberare il concetto di perdono da qualsivoglia connotazione di tipo etico o religioso e concentrarmi esclusivamente sull'effetto che il perdono, a confronto con la vendetta, ha su di noi e sul mondo che ci circonda.

Perdono e Vendetta

La mia opinione, in primo luogo, è che agire con l'intenzione di causare sofferenza a un'altra persona sia distruttivo innanzitutto per noi stessi sia da un punto di vista fisico che psicologico .

Ogni pensiero o comportamento orientato alla vendetta non determina mai un beneficio a noi o al prossimo. E' impossibile, attraverso la vendetta, trovare l'autentica felicità.Forse avrai provato un sentimento di soddisfazione, ma ti sei mai sentito davvero felice quando hai agito per vendetta? Credo proprio di no.

Non credo neppure che il concetto di perdono debba essere identificato con il "porgere l'altra guancia" e venire concepito come una sorta di invito agli altri a continuare a farci del male.

Credo che il perdono sia un valore fondamentale e un meraviglioso atto di coraggio. Il perdono non è un segno di debolezza, ma l'autentica espressione di chi è davvero forte come essere umano.

Covare risentimento e rancore ci devasta sia da un punto di vista psicologico che emozionale. Lasciarli andare e abbracciare il perdono significa scrollarsi un peso enorme dalle nostre spalle. E se il nostro perdono non contribuirà a rendere migliore la persona che ci ha fatto del male, certamente ci libererà dalla morsa impellente di ripagare il dolore con altra sofferenza. Ci libereremo da una spirale di dolore, dal circolo vizioso del male.

Perdono ed Empatia

Ritengo che per poter abbracciare in pieno il concetto di perdono sia fondamentale fare lo sforzo di calarsi nella prospettiva altrui, cercare di pensare e di osservare il mondo da un'altra visuale. Questa non è altro che empatia.

Quando siamo capaci di fare un piccolo passo al di fuori della limitata visuale del nostro mondo, certamente siamo in grado di comprendere meglio i motivi che hanno spinto (e spingono) gli altri a comportarsi in un certo modo, a volte forse rendendoci conto che non c'era dall'altra parte la minima intenzione di ferirci.

Assumere questa consapevolezza può rappresentare un passo decisivo verso il perdono.

Se ti senti ferito o tradito, prova a immaginarti nei panni dell'altro e cerca di comprendere le radici e le motivazioni del suo comportamento. Questo non significa ovviamente che il comportamento altrui verrà sempre considerato come accettabile, ma è importante assumere consapevolezza che l'errore fa parte della nostra natura e che determinate condizioni e circostanza possono alterare la lucidità di azione.

Sono certo che anche tu a volte hai fatto delle scelte sbagliate e, di conseguenza, ferito il prossimo. Inizia allora ad usare la tua empatia per simpatizzare con gli errori che hai commesso nel passato.

Perdono e Controllo

Un altro aspetto da considerare in tema di perdono è che in genere noi non abbiamo la minima possibilità di controllare ed eventualmente modificare il carattere, i comportamenti e gli atteggiamenti altrui. Ed in fondo è giusto (e bello) così. Cercare di cambiare la personalità altrui è un tentativo destinato a rivelarsi vano e in grado di causare enorme stress e disagio.

Fortunatamente molto spesso possiamo minimizzare gli effetti di tale stress rifocalizzandoci su ciò che è realmente nel nostro controllo, in primo luogo le nostre reazioni e i nostri comportamenti a fronte delle offese altrui.

Il perdono è l'arma decisiva con cui possiamo lasciar scivolare via il risentimento e concentrarci su ciò che è davvero importante nelle nostre vite. Quando perdoniamo qualcuno, questi non ha più il possesso della nostra mente e possiamo finalmente vivere appieno il momento presente.

La prossima volta che sentirai salire dentro di te il desiderio di vendetta nei confronti di qualcuno che ti ha ferito, cerca innanzitutto di assumerne consapevolezza e osserva le tue emozioni. Poi prova a liberartene, lasciale andare, pensa a ciò che davvero conta per te e concentrati su ciò che ti fa stare bene. 

Abbandona il risentimento, lascia andare l'odio e inizia ad abbracciare il perdono. La tua vita sarà sempre più meravigliosa.

http://www.vivizen.com/2011/02/larte-del-perdono-e-perche-dico-no-alla.html

Nessun commento:

Posta un commento

IO NON HO NESSUN INSEGNAMENTO OSHO

“Io non ho nessun insegnamento. Non sono un insegnante. Non dò nessuna filosofia di vita, né alcuna disciplina, né programmi da seguire.  ...