sabato 2 maggio 2015

I QUATTORDICI AIUTANTI D'EMERGENZA CELESTI

I quattordici aiutanti d’emergenza celesti
I santi angeli sono i mediatori tra Dio e l’uomo. Essi stanno sopra gli uomini e sotto Dio. Essi rispecchiano nella più grande chiarezza creativa l’amore di Dio, la forza di Dio, la vita di Dio nella sua santità e sapienza, nella sua onnipotenza e giustizia giù sulla terra. Ma essi rispecchiano anche la risposta della creazione: l’amore, la forza e la vita dell’umanità, principalmente della sposa di Cristo sulla terra, la santa Chiesa, altrettanto nella più grande chiarezza fin su, davanti agli occhi del Dio Santo, forte ed immortale. In questa loro posizione e loro compito essi collegano la Chiesa militante sulla terra con la Chiesa trionfante in cielo attorno al trono di Dio in tutti gli avvenimenti dello svolgimento dei tempi. Non esistono perciò solo i quattordici aiutanti d’emergenza nei santi[1] (che oggi sono quasi totalmente dimenticati) che soccorrono l’umanità militante, ma ci sono anche i quattordici aiutanti d’emergenza nei santi angeli. È bene conoscerli più profondamente, perché il loro aiuto possa essere fruttuoso e necessario per questi nostri tempi.
I quattordici aiutanti d’emergenza celestiali sono stati scelti dalla corona dei santi angeli, come lo sono stati i quattordici santi d’emergenza dalla corona dei santi. Essi stanno a sette a sette e hanno in mezzo la regina dei cieli, l’aiuto dei cristiani, la madre della misericordia, il soccorso perenne. Essi devono essere singolarmente descritti, con una preghiera:
1. S. Mirachiel,
angelo della potenza della fede. Egli sta sulla terra e non è lontano dall’uomo. Sotto la sua particolare protezione stanno coloro che sono stati incorporati nel Corpus Christi Mysticum, come convertiti. Egli porta come compito davanti al Signore
la forza della fede
Dovrebbe essere invocato contro ogni dubbio nella fede, in pericolo della decadenza della fede, contro l’oscuramento della fede, cancellazione e occultamento della fede per mezzo di tentazioni e compagnie corrotta.
Preghiera: Santo angelo, tu che ci sei stato dato da Dio come aiuto in ogni nostra pena della fede, aiutaci ad uscire da questa nostra via senza uscita, da questi tremendi dubbi nella fede. Noi non siamo più in grado di vedere il nostro Signore e Dio e la retta via. Poni nuovamente la luce della conoscenza sul nostro cammino, donaci la forza di risollevarci e di adorare Dio con fede cieca e serbare a Lui la fedeltà. Aiutaci, grande, santo angelo della forza della fede, nelle nostre pene! Noi vogliamo far conoscere, agli altri il tuo aiuto e promuovere così la venerazione dei santi angeli. Amen.
2. S. Ariguel,
angelo della misericordia. Egli è dal coro delle dominazioni delle potenze alte. Egli è angelo dell’amore e del rimpatrio, dell’aiuto materno e della consolazione. Nel suo compito gli sta alla sua destra quell’angelo che porta il velo di Maria, alla sua sinistra quell’angelo buono, che si chiama “sgabello di Dio” (S. Azariel e S. Gerudiel). S. Ariguel porta come compito davanti al Signore la santa
Caritas.
Dovrebbe essere invocato dai senza patria e profughi, dai senza lavoro e senza tetto, da coloro che sono senza diritti, dagli sfruttati, dagli abbandonati, delle vedove e dagli orfani; a lui dovrebbero essere raccomandati i cari smarriti.
Preghiera: Tu angelo pietoso e buono, al quale Dio ha posto a cuore nostra pena, guardaci, come siamo qui inginocchiati! Prega Dio con tutta la tua forza, che Lui ci sia misericordioso e che ci tolga o alleggerisca questa croce, affinché non ci infrangiamo sotto il suo peso. Mostraci nella tua bontà la porta della patria celeste, dove ogni pena ha un termine. Donaci la forza di camminare la via della croce, fino a quando Dio vuole e come Dio vuole e dove Dio vuole. Prega tu il Sanctus per noi, quando le nostre labbra si seccheranno, affinché rimanga vivo solo il nostro cuore. Spingi lo sgabello di Dio sotto i nostri piedi stanchi e fa che possiamo essere coperti dal velo di Maria. Amen.
3. S. Diurim,
angelo della potenza della divina volontà. Egli prorompe dal cielo con tutta la potenza della divina volontà e sta sulla terra, per sostenere la croce che si erge dalla terra fino al cielo, come stoltezza per il mondo e come pace e beatitudine dei figli di Dio. Egli è incorruttibile e inarrivabile, non permette che la volontà di Dio venga piegata. Ma lui insegna con tutta la forza dell’amore che ha a disposizione di amare questa volontà di Dio, che è massima felicità per noi e per gli angeli di poter compiere questa volontà di Dio, affinché il
“Fiat mihi”
divenga un fatto spontaneo, un impegno d’amore.
Dovrebbe essere invocato contro ogni ostinazione, ogni volontà propria, contro ogni volontà che si è allontanata da Dio, che non viene da Dio, ma viene dettata dal proprio Io e che ha per padre l’idolo-io Belial, contro eresie, caparbietà, esaltazioni che non vogliono essere riviste e modificate, contro la superbia e la disobbedienza.
Preghiera: Angelo potente, che pare che tu voglia impegnare e sostenere la croce non nella stoltezza ma nella sicurezza della vittoria, insegnaci questa sicurezza e convinzione, che solo la volontà di Dio è determinante per ogni nostro pensiero e ogni nostra azione. Dacci la chiara convinzione dell’assoluta sovranità di Dio su di noi. Donaci l’umiltà, di piegarci all’imperscrutabile decreto di Dio e di compiere totalmente la volontà di Dio, senza mormorazione, senza ostinazione, senza condizione. Donaci quell’amore di Maria, che ha pronunciato prima di noi il “fiat mihi”, e che pregava il Magnificat nella consapevolezza della futura croce. Non permettere che ci perdiamo, grande angelo, ed usaci violenza, perché è meglio che veniamo piegati adesso dalla volontà di Dio, che deperire non piegati, nelle pene della dannazione. Amen.
4. S. Ezechiel,
Egli è dal coro dei principati. Egli amministra i beni divini: la vita vitale nella statica, nella simmetria, nella lotta dura dell’eredità divina nell’uomo, poiché lui è angelo della
fedeltà
e non si sposta un passo dal posto che Dio gli ha assegnato. Egli porta come compito e come simbolo un dinaro (perché solo una cosa è necessaria: Dio). Il nome dell’angelo è: “Dio rende forti!”
Dovrebbe essere invocato contro ogni volubilità, contro l’incostanza ed instabilità di volontà d’anima, contro le tentazioni, contro una debole opposizione del maligno e delle sue insidie.
Preghiera: Grande fratello, tu, sostegno in ogni tentennamento che mi abbatte di qua e di là come una canna nella tempesta, ti supplico di non lasciarmi. Io sono come una casa con tutte le finestre aperte, dalle quali può soffiare la tempesta del maligno come e quando vuole. Chiudi tu le finestre delle mie permalose orecchie, dei miei occhi curiosi, della mia lingua sconsiderata, del mio cuore egoistico. Poni davanti i tuoi angeli, gli angeli della fedeltà incrollabile, dell’amore profondo e costante, della volontà tenace ed umile affinché io mi possa sempre piegare più profondamente possibile. Donami la grazia, di accettare, guidato dalla tua mano, sempre un cammino più difficile, un’offerta più grande e di non vacillare mai. Amen.
5. S. Thaamim,
l’angelo della potenza
del fervore totale per Dio e della Sua gloria,
è angelo della risposta della lotta gelosa di Dio per ogni singola anima. Egli fa calare in ogni anima che si dona totalmente a Dio, la freccia ardente dello zelo per la gloria e l’amore di Dio. Egli porta le anime colpite dalla sua freccia nella potenza della forza della parola sempre nuova nel campo di battaglia per Dio. È compito suo di mantenere sempre ardenti le anime.
Dovrebbe essere invocato contro ogni tiepidezza e indifferenza, specialmente nei sacerdoti, nei conventi, nelle parrocchie e negli uffici ecclesiastici, contro l’ottusità dell’anima, contro ogni livellamento.
Preghiera: Tu instancabile, meraviglioso angelo con il fascio di fulmini nella tua mano! Le tue frecce bruciano piaghe di nostalgia per Dio, che non si chiudono più. Togli ogni ottusità dalla nostra anima, questo comodo “vivere e lasciar vivere”, questo “se tu non mi fai niente anch’io non ti faccio niente!”. È importante cosa facciamo e come lo facciamo. Nulla è nascosto di ciò che verrà disvelato e nulla cadrà sotto il tavolo di ciò che gli angeli ci presenteranno pubblicamente. Bruciaci, santo angelo, affinché noi veniamo spinti come asini cocciuti. Picchiaci e spingici affinché possiamo arrivare alla nostra meta che Dio ci ha posto e possiamo resistere davanti all’estremo giudizio. Amen.
6. S. Samaliel
Egli è dal coro dei cherubini e tra i quattordici aiutanti d’emergenza celeste, colui che ha il rango più alto. Tra i tre cori più alti c’è solo lui che è rivolto totalmente verso le pene dell’uomo. Egli è
l’oratore e l’intercessore.
Sotto l’influenza della sua intercessione sta quell’angelo (S. Aljoim), che è stato scelto da Dio per calpestare il chicco di seme (l’anima) in terra, affinché possa portare molto frutto per l’eternità.
Dovrebbe essere invocato in ogni circostanza disperata.
Preghiera: Signore e Dio, fa che possiamo essere aiutati tramite l’intercessione del Tuo santo angelo. Egli Ti porge o Dio, il Tuo prezioso Sangue con il volto velato. Con la mano egli indica verso Maria, l’intercedente onnipotenza, la mediatrice di tutte le grazie. Egli Ti mette il nostro cuore, che è vicino alla disperazione, nel Tuo Costato, Signore Gesù, affinché Tu lo possa guarire mentre Tu dici: “La tua fede ti ha salvato, si avveri ciò che tu hai chiesto”. Signore, non a caso Tu ci hai dato un angelo così grande come nostro intercessore! Per amor suo, per amor di Maria e per il Tuo prezioso sangue, donaci il Tuo aiuto! Amen.
7. S. Hajim
Egli è angelo della potenza della chiesa e bussa ai cuori degli uomini, per svegliarli per Dio. Egli è
l’angelo della coscienza
e angelo della vita interna della santa Chiesa. Il suo compito è di mantenere i cuori degli uomini sempre caldi e vivi.
Dovrebbe essere invocato contro ogni durezza e disamore, contro ogni freddezza di cuore e trattenimento di salario, del diritto dell’amore, contro ogni diffidenza, calunnia, diffamazione, falsità e bugia.
Preghiera: O santo angelo, quante volte ti sentiamo battere al nostro cuore e non ti diamo retta. Quanti peccati commettiamo contro l’amore e nello stesso tempo ci ribelliamo se ci viene fatto torto una volta. O donaci un tale cuore come quello della nostra Madre Maria, che tutto sopporta per amore, che tutto perdona per amore, che tace quando le viene fatto torto, che prega per gli uomini, che nell’ardore del suo amore per Dio porta anche gli altri ad ardere e bruciare, che solo nell’amore di Dio trova il proprio compiacimento e la sua felicità e per questo rimane vivo per l’eternità. Amen.
8. S. Nithasiel
Egli è un angelo dal IX coro ed è assegnato al servizio di Maria, la Madre del bell’amore. Egli è come un fratello per gli uomini. Egli (gli) sta accanto a loro e li comprende, poiché egli è
angelo dell’amicizia,
l’aiutante instancabile con tenere premure nascoste.
Egli dovrebbe essere invocato contro inimicizie e divisioni, odio e spirito vendicativo, minacce e offese, invidie, avarizia e cattiveria. Dovrebbe essere invocato per la guarigione di legami lacerati di amicizie e di amore.
Preghiera: O amico buono ed amorevole, tu che stendi con amore il manto di Maria su di noi, fa che possiamo essere protetti da Maria da ogni inimicizia e odio. Difendici dal maligno, che con mille modi ci cerca di vincolarci e di annientarci. Chiudi i nostri sensi dalla melma di ogni peccato e fa che non smarriamo la retta via che ci porta da Maria a Gesù e da Gesù a Maria. Solo una cosa dobbiamo temere: il giudizio di Dio. Solo una amicizia dobbiamo assicurarci: l’amicizia con Dio. Sii tu, ambasciatore di Dio, per noi a ciò aiutante, amico e indicatore di via. Amen.
9. S. Sinah
Egli è angelo dal IX coro e assegnato a S. Zephiriel che è potenza della chiarezza sobria dell’amore, nel coro angelico delle virtù.
Egli è angelo assegnato alla
chiarezza
ed è molto vicino all’uomo. Lo sostiene in modo particolare contro ogni segreto istinto, ogni tentazione e tribolazione sensuale del corpo e dell’anima.
Dovrebbe essere invocato contro tutti i peccati di istinti nascosti, contro ogni lussuria, sensualità, civetteria, esuberanza, seduzione, contro ogni debolezza della volontà per quanto riguarda la concupiscenza, contro ogni confusione ed isteria.
Preghiera: Quanto abbiamo bisogno del tuo aiuto, tu sostegno della nostra debolezza. Mai potremmo togliere da soli il palo dei nostri nascosti istinti sensuali dalla nostra carne. Mai saremo liberi dalla sporcizia degli attacchi sensuali in parole, ed immagini ed in scritti. Aiutaci ad ottenere la chiarezza e la schiettezza, angelo santo di Dio, affinché in noi non possano essere mai sciolti i lacci della bestia e che non possa gettare le sue melma su di noi. Fa che possiamo riconoscere l’amore sobrio di Dio e vivere solo secondo quest’amore. Aiutaci ad essere bambini puri davanti a Dio, perché ciò solo conta. Amen.
10. S. Manuel
egli appartiene al VI coro e fa parte dei principati silenziosi, che in terra serve nel silenzio alla santa madre Chiesa. Egli è angelo della
disponibilità come servo,
ed è dappertutto, dove si verificano attacchi improvvisi del maligno. Egli difende la santa Chiesa oppure i componenti della Chiesa dai perfidi attacchi e dalle catastrofi.
Dovrebbe essere invocato perciò in ogni affare pericoloso ed in ogni minacciante pericolo, durante attacchi improvvisi, in luoghi pericolosi, su sentieri tenebrosi, contro l’avvicinarsi di uomini perfidi.
Preghiera: Santo, grande angelo S. Manuel, tu che schermi con il tuo grande scudo la potenza di tutti gli attacchi improvvisi e che ribatti con la tua spada brillante tutti i colpi del nemico, prendici sotto la tua protezione, poiché il maligno si aggira come un leone ruggente, per vedere cosa può divorare. Nessun giorno e nessuna ora noi siamo sicuri dalla sua malvagità. Poniti davanti a noi, per assicurarci la nostra strada, tieni il tuo scudo sopra di noi e fa che possiamo giungere nella patria celeste, cullati nella tua protezione, tu angelo di Maria. Amen.
11. S. Scheadar
Egli appartiene al coro dei principati sigillati. Quando verrà sciolto il suo sigillo, sarà l’ultimo giorno di raccolta. Lui si chiama: “Colui che porta sulle spalle” poiché lui è un angelo della
raccolta,
sia della materiale, che della spirituale. Egli porta a casa il fascio dalla raccolta e riporta anche la pecorella smarrita e ritrovata nell’ovile.
Dovrebbe essere invocato contro ogni cattivo raccolto e storpiatura, contro ogni terreno secco e paludoso, contro ogni erbaccia, siccità, putrefazione, ogni via traversa, sia in riferimento all’agricoltura, come - in prima linea - alla crescita e alla maturazione dell’anima come seme di grano e frutto per l’eternità.
Preghiera: Grande principe celestiale, tu che non sei solo amministratore di tutti i campi e prati, ma sorvegli anche quella raccolta che è provvista per il granaio celeste, tieni lontano da noi il nemico maligno, che semina malanni durante la notte e nelle tenebre, quando noi non ci rendiamo conto. Donaci la forza di estirpare dai nostri cuori l’erbaccia dei nostri errori di abitudine di carattere, affinché non possa soffocare quel poco di bene, che possiamo mostrare. Riportaci di nuovo quando diciamo: “Nulla serve!” e quando vogliamo ritirarci. Inseguici e riportaci a casa. Amen.
12. S. Raphael
Egli è, vicino a S. Michael e S. Gabriel, l’arcangelo più familiare agli uomini. Il suo nome è: “Medicina di Dio”. Egli è l’angelo
dell’amore
e patrono dei medici e dei pellegrini, egli è angelo della divisione e della decisione. Come simbolo porta il corno contro gli attacchi demonici.
Dovrebbe essere invocato per ogni decisione importante, durante i viaggi ed operazioni, contro il pericolo di inondazioni e disgrazie durante i viaggi, contro decisioni errate e catture, contro deportazioni, contro cibi velenosi e medicine, contro ogni pena e croce nell’amore.
Preghiera: Santo angelo S. Raphael, tu custode premuroso della nostra peregrinazione (pellegrinaggio), donaci la chiarezza, di pronunciare sempre la verità, e di rettificare con amore, ogni giudizio errato. Fa che possiamo avere sempre l’amore di Dio come nostro unico punto di riferimento e di prendere decisioni sempre secondo la volontà di Dio. Aiuta a guarire gli ammalati, di liberare i carcerati, di riportare i deportati di nuovo nelle loro famiglie. Aiutaci di seppellire con amore i nostri morti e di ricordarli fedelmente. Fa che l’amore di Dio ci penetri in modo tale, affinché viviamo solo in esso e moriamo in esso. Amen.
13. S. Berael (Bilael)
Egli è uno dei principati silenziosi, che non pronunciano il loro nome, che lavorano nel silenzio e nel nascondimento. Il suo lavoro è grande sulla terra e così come è lui, così si svolge anche il suo lavoro ed i suoi interventi di aiuto, completamente nel nascondimento. Il suo compito è di portare
il coraggio di professare la fede e la fortezza di Dio
nel momento decisivo a coloro, che sono per mezzo della grazia aperti a Dio.
Dovrebbe essere invocato contro ogni viltà e rispetto umano, contro ogni truffa, ogni comportamento a proprio vantaggio ed ogni falsa persuasione, contro la corruzione ed ogni commercio disonesto, contro losche e vantaggi materiali, contro ogni empietà e tribolazione causato dal maligno.
Preghiera: Come dobbiamo abbassare gli occhi, quando pensiamo al nostro coraggio di professare la nostra fede, tanto che ci manca il coraggio nella nostra vita quotidiana, di salutare il Signore nel tabernacolo, quando passiamo davanti ad una Chiesa. Ma quando languiamo in catene, allora noi ti invochiamo, angelo del coraggio della testimonianza. Guarda alla nostra debolezza, alla nostra mancanza di carattere! Ti supplichiamo: toglicela e rendici forti, affinché possiamo dare onore al nome “cattolico”. Sostienici, quando dobbiamo testimoniare fedelmente Dio ed i Suoi precetti e mostraci la celestiale corona di vittoria, la porta del cielo che ci accoglierà. Donaci la grazia di testimoniare sempre Dio e di soffrire piuttosto che di negare la verità per un nostro vantaggio. Amen.
14. S. Berubiel
Egli è dal IX coro degli angeli ed è nostro fedele amico. Egli è angelo della
povertà
ed assegnato all’arcangelo S. Michael. Egli avvicina all’uomo il compito di S. Michael: “Chi è come Dio?” Egli lotta per ogni anima umana, affinché si sciolga, e la innalza alla semplice essenza di Dio.
Dovrebbe essere invocato contro ogni complicatezza, disgregamento, confusione, superficialità, contro complessi, irrequietezza, ambizione, presunzione, avarizia e ricchezze.
Preghiera: Tu angelo buono della semplice essenza di Dio, che aspetto semplice hai ed eppure come è difficile utilizzare i tuoi doni. Tutto si ribella in noi contro di te: Noi vogliamo splendere come cristalli poliedrici, noi vogliamo valere qualcosa, noi vogliamo aver tutto letto e visto e fatto e ci dimentichiamo con ciò, di essere semplici davanti al cospetto di Dio. Insegnaci a riconoscere la povertà dello spirito nella luce giusta. Donaci la grazia di richiedere la semplice essenza di Dio e di non volere altro che Dio. Amen.

[1] La devozione a questi santi nacque probabilmente in Germania attorno al XIII secolo ma si diffuse velocemente, soprattutto durante le grandi epidemie di peste del XIV secolo, tanto che per loro venne istituita una festa collettiva la cui data venne fissata all'8 agosto: a questa devozione, papa Niccolò V collegò anche particolari indulgenze. Papa Paolo VI, con la riforma del calendario dei santi del 1969, soppresse il loro culto. I santi ausiliatori erano:
  Sant'Acacio (o Agazio), invocato contro l'emicrania
Santa Barbara, contro i fulmini, la febbre e la morte improvvisa
San Biagio, contro il male alla gola
Santa Caterina d'Alessandria, contro le malattie della lingua
San Ciriaco di Roma, contro le tentazioni e le ossessioni diaboliche
San Cristoforo, contro la peste e gli uragani
San Dionigi, contro i dolori alla testa
Sant'Egidio, contro il panico e la pazzia
Sant'Erasmo, contro i dolori addominali
Sant'Eustachio, contro i pericoli del fuoco
San Giorgio, contro le infezioni della pelle
Santa Margherita di Antiochia, contro i problemi del parto
San Pantaleone, contro le infermità di consunzione
San Vito, contro la corea, l'idrofobia, la letargia e l'epilessia.
-----------------------------------------------------
  Settimana di Quattro Tempora dopo Pentecoste
 
I quattordici aiutanti d’emergenza celesti
In mezzo al tempo dei raccolti del sud la santa Chiesa pone i giorni di Quatember come tempo di ringraziamento e di preghiera. E Dio fa stare i quattordici aiutanti d’emergenza celesti per questa settimana come intercessori intorno all’altare.
Il primo (S. Mirachiel) porta la potenza della fede (“Chi crede in me ha la vita eterna”, Vangelo del mercoledì di Quatember). Egli ci dona la grazia della forza della fede contro i dubbi di fede, contro le sfocature della fede, oscuramenti, oppressioni. Egli ci riconduce al credo.
Il secondo (S. Ariguel) è l’angelo della misericordia (“Aiutaci nella tua misericordia, o Signore”, dai Secreta del mercoledì di Quatember). Egli ci dona la grazia della forza nell’aiutare, dell’amore instancabile, soprattutto per i rifugiati ed i senza tetto, per gli scomparsi, abbandonati, vedove e orfani.
Il terzo è l’angelo della forza della divina volontà (“Il Signore diede loro potere e autorità su tutti i demoni, e il potere di guarire le malattie”; Vangelo del Giovedì nella settimana di Pentecoste).
S. Diurim ci dà la grazia di amare la volontà di Dio e di lottare contro la propria volontà, la caparbietà, l’isteria e l’eresia, le fissazioni, l’orgoglio e la disobbedienza.
Il quarto è l’angelo della statica e della fedeltà (“Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato”, 1° Lectio primo del sabato di Quatember). S. Ezechiel ci dà la grazia della statica e della proporzione nella dura lotta contro l’indecisione, l’instabilità, la debolezza, l’ingenuità e la poca resistenza alla tentazione.
Il quinto è l’angelo dello zelo per Dio (“Signore, mio ​​Dio, mio ​​salvatore, giorno e notte grido a Te”, Offertorio del sabato di Quatember). S. Thaamim porta l’anima amante Dio verso l’ardore attraverso la freccia ardente dello zelo. L’angelo deve venire invocato contro l’indifferenza, l’apatia, la burocrazia della Chiesa, gli uffici mondani della Chiesa e gli affaticamenti spirituali.
Il sesto è l’intercessore (“Sappiamo che l’afflizione produce pazienza, e la resistenza produce carattere”, Epistola del sabato di Quatember).
S. Samaliel ci sta accanto quando siamo pestati come un seme nella terra, affinché portiamo frutto. Ci aiuta ad essere anche nella propria sofferenza ancora intercessori e amanti, fedeli e adoratori devoti.
Il settimo è l’angelo della coscienza (“Se non vi accoglieranno, uscite da quella città”, Vangelo del Giovedì nella settimana di Pentecoste). S. Hajim deve essere chiamato per la sua intercessione contro le cattiverie, le calunnie, gli inganni, le menzogne ​​e la freddezza di cuore.
L’ottavo (S. Nithasiel) è l’angelo dell’amicizia (“In te, o Signore, spero, io non sarò deluso”, dall’Introito del venerdì di Quatember).
Egli difende le comunità dalle divisioni, dall’odio, dalla vendetta, dagli insulti, dai dissensi e inimicizie ed aiuta a ritornare di nuovo alla pace, alla riconciliazione e all’amore.
Il nono è l’angelo della chiarezza (“E tutti saranno ammaestrati da Dio”, Vangelo del mercoledì di Quatember).
 S. Sinah trasmette agli oranti la grazia di evitare tutto ciò che è sfrenato, sensuale, astruso, seducente e aderire alla chiara parola di Dio e a poter essere bambini davanti a Dio.
Il decimo è l’Angelo della pronta disponibilità (“Tu gli spiani la via, abitando in mezzo...”, Introito del mercoledì di Quatember).
S. Manuel ci sta accanto soprattutto dove minacciano attacchi improvvisi, inaspettati e disastri; egli ci aiuta a riconoscerli per tempo e a cercare protezione od a scrollarceli di dosso.
L’undicesimo (S. Scheadar) è l’angelo della maturazione e del raccolto voluti da Dio (vedere le lezioni del sabato di Quatember). Egli ci trasmette la grazia della forza di crescere alla volontà di Dio senza storpiature spirituali, senza putrefazioni interiori, senza turbamenti, e di portare i frutti che Dio si aspetta da noi.
Il dodicesimo è l’angelo dei viandanti, medici, e combattenti per Dio (“O Dio, tu hai trasformato le fiamme dei tre giovani in un luogo fresco; garantisci misericordioso che anche noi, tuoi servi, non veniamo consumati dalla fiamma della passione, dagli attacchi demoniaci, dai fuochi terreni.” Orazione dal sabato di  Quatember).
S. Raphael ci aiuta all’ardente amore per Dio e per il prossimo, ci aiuta a prendere decisioni importanti, su viaggi, nella battaglia, quando catturati, mette in guardia contro i cibi tossici e medicine, dà ai medici la chiarezza e illumina per tempo gli attacchi demoniaci.
Il tredicesimo è l’angelo del coraggio dei Confessori (“Dio, sorgi, si disperdano i suoi nemici...”, Introito del mercoledì di Quatember).
S. Bilael (Berael) ci sprona alla fortezza contro l’ateismo e le avversità del nemico, contro la vigliaccheria e la frode e la menzogna, e affina la nostra coscienza a comprendere più chiaramente gli avvertimenti del nostro angelo custode, ci dà la parola giusta al momento giusto, e anche ci ingiunge di tacere al momento giusto.
Il quattordicesimo è l’Angelo della povertà. (“Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né borsa, né pane, né denaro”, Vangelo del giovedì nella settimana di Pentecoste).
S. Berubiel apre i nostri occhi all’essenza semplice di Dio e ci spinge alla semplicità, alla santa, gioiosa povertà. Egli ci difende dalla complessità, dalla frammentazione, incoerenza, superficialità, irrequietezza, ambizione, orgoglio, e dalla dipendenza dal denaro e dai possedimenti.

CONDIVISO DA http://www.sanctusjoseph.com/Angelorum/Gruppi/I%20quattordici%20aiutanti%20di%20emergenza%20celesti%20-%20main.html

Nessun commento:

Posta un commento

SOLO GLI UOMINI DI BUONA VOLONTA'.....

Cari fratelli, siamo in un periodo in cui la tristezza e l'ansia hanno preso il sopravvento sulla vita dell'essere umano....