lunedì 20 giugno 2016

23.....24 GIUGNO.......LA NOTTE DI SAN GIOVANNI........................

23-24 giugno - La Notte di San Giovanni


La Notte di San Giovanni o Notte delle Streghe rappresenta il momento propizio per la raccolta di erbe e piante da far essiccare ed usarsi poi nel corso dell’anno, per la preparazione di oleoliti, acque e del famoso nocino. E' una notte magica, sacra e di duro lavoro.

Le erbe raccolte in questa notte hanno un potere particolare, sono in grado di scacciare ogni malattia e tutte le loro proprietà sono esaltate ed alla massima potenza. Hypericum perforatum, ruta, verbena, viscum album, lavandula, plantago, artemisia vulgaris, melissa, sambucus, nepitèlla (mentuccia), crataegus monogyna (biancospino), rosmarinus officinalis, allium cepa (cipolla), allium sativum (aglio), sono le erbe da raccogliere in questa notte.

Le erbe debbono essere pulite da eventuali ospiti (non li uccidiamo però) e raccolte in mazzetti, legate con un filo di cotone ed appese “a testa in giù” in un luogo asciutto e ventilato perché si secchino. Io di solito preparo sia dei mazzetti per specie di erba, sia dei mazzetti misti pronti per essere bruciati per i vari scopi magici.


Si preparano le “acque di San Giovanni” possibilmente con acqua di fonte, che debbono essere esposte alla luce di questa magica notte e della sua Luna e poi ritirate alla mattina alle primissime luci dell’alba, prima che sorga il Sole. Non preoccupatevi non dovreste svegliarvi, ci sarà troppo da fare in questa notte e sarete ancora svegli a quell'ora.
Io di solito preparo 2 bacinelle ed 1 caraffa.
Nell’acqua contenuta nella caraffa aggiungo un rametto di rosmarino o mentuccia e una o due foglie di melissa. Nell’acqua di una delle due bacinelle aggiungo foglie e fiori di lavandula, nepitèlla (mentuccia), rosmarinus officinalis e verbena. Nella terza aggiungo hypericum perforatum, ruta, viscum album, lavandula, plantago, artemisia vulgaris, rosmarinus officinalis, nepitèlla.
L’acqua della caraffa una volta filtrata è bevuta quella mattina stessa, essa è purificante rinvigorente guarente.



L’acqua della prima bacinella la utilizzo per il bagno quella mattina stessa per preservare la bellezza e proteggersi dalle malattie.
L’acqua della terza bacinella la filtro e la imbottiglio in bottiglie di vetro scure che pongo in una credenza al buio e le utilizzo come acqua per lavare e purificare strumenti sacri o la utilizzo in rituali di purificazione, guarigione o contro malocchio e malasorte.
NON BEVETE ASSOLUTAMENTE QUEST’ACQUA, perché alcune di queste erbe sono VELENOSE.
Un tempo si usava accendere in questa notte i falò e bruciarvi le erbe “vecchie” cioè quelle erbe di San Giovanni raccolte l’anno prima e rimaste, i nuovi mazzi di erbe raccolte venivano appesi in alto sui falò perché i fumi di quel fuoco benedetto affrettassero il processo di essiccazione. Le ceneri erano poi disperse sui campi per proteggere e rendere abbondante il raccolto.

Preparate le Acque, ora si prepara l’Olio di San Giovanni che si ottiene dalla macerazione dell’Hipericum perforatum. Innanzi tutto è necessario staccare i fiori dai rami racolti. I fiori sono molto piccoli ed occorre tempo. Una volta che li avrete staccati, lavati e perfettamente asciugati (mi raccomando o faranno la muffa) metteteli in un vaso o vasetto a seconda della quantità dei fiori e riempitelo con olio di oliva. Quindi esponetelo al sole per un mese o due, fino a quando non vedrete l’olio divenire del tipico colore rosso ricordandovi di agitarlo ogni giorno. Otterrete così un oleolito dalle proprietà cicatrizzanti, utile anche in caso di scottature causate dal sole, e per curare le punture di zanzare. Trascorso il tempo di macerazione filtratelo e ponetelo in piccole bottigliette nella credenza.
E’ un olio ad uso esterno. NON INGERIRE.
 
Ma la notte di San Giovanni è famosa per un altro motivo: è la notte durante la quale si raccolgono le noci e si prepara il Nocino:
29 noci piccole verdi ed immature tagliate in 4 spicchi si pongono a macerare al sole in un vaso di vetro con 350 ml di alcool a 95 gradi fino al giorno successivo quando si aggiunge un poco di cannella, 4 chiodi di garofano, la scorza di 3 limoni.
Di nuovo si pone il vaso a macerare al sole fino al 3 agosto, agitando il vaso due volte al giorno. Quindi si filtra e si aggiunge 500 grammi di zucchero di canna disciolto a bagno bagnomaria in 300 ml di acqua calda. Lasciatolo raffreddare lo si imbottiglia, in bottiglie di vetro scuro e lo si ripone in credenza.
Lo si berrà durante l’inverno come eccellente digestivo.
.La nostra Notte di San Giovanni si è conclusa, se volete potete divinare utilizzando un antico e tradizionale metodo della Notte di San Giovanni: la molibdomanzia, colando cioè piombo fuso sull’acqua ed interpretando le forme che esso formerà sulla superficie. Oppure se non avete sotto mano del piombo fuso utilizzate della cera di candela facendola colare sull’acqua. Potreste utilizzare la candela accesa per il solstizio che magari non si è del tutto consumata e un poco dell’acqua raccolta in questa notte.
Per chi ha la possibilità stendersi su un tappeto d’erba bagnato di rugiada a contatto con la pelle aumenta la fertilità nelle donne … e correre nell’erba del mattino bagnata di rugiada è una delle esperienze più belle e vivificanti che possiate fare.
Con la rugiada che avete raccolto lavatevi viso e capelli, quindi sedetevi e godetevi questa meravigliosa alba, sorseggiando l'acqua che avete preparato nella caraffa e lasciatevi vivificare da essa ... avrete unghie e polpastrelli neri, i pizzichi dei moscerini della notte nascosti fra le erbe, sarete sudate e stanche ... ma non ci sarà alba più bella nella quale ridere con le vostre con-sorelle, mentre lentamente il vostro falò si spegne e l'aria si cosparge dei profumi dell'estate luccicando di ali di fata!

A cura di Lady RoseNoire


CONDIVISO DA http://smell.ilcannocchiale.it/post/1062304.html

2 commenti:

  1. molto interessante grazie..!!

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  2. Sarebbe bello da fare, prima devo scrivermi su un foglietto tutte el piante da raccogliere, poi la procedura è semplicissima, devo prendere una bacinella ed una caraffa e riempirla con acqua di fonte. Si usa per uso esterno, ovvero per lavarsi.

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