sabato 4 giugno 2016

SEMI DI LUCE PER L'UMANITA' I FALSI GURU, LE FALSE ESPERIENZE DI SAMADHI E KUNDALINI E LE FALSE CANALIZZAZIONI

SEMI DI LUCE PER L'UMANITA' I FALSI GURU, LE FALSE ESPERIENZE DI SAMADHI E KUNDALINI E LE FALSE CANALIZZAZIONI
I FALSI GURU, LE FALSE ESPERIENZE DI SAMADHI E KUNDALINI E LE FALSE CANALIZZAZIONI
 ISIDE giugno 1, 2016SEMI DI LUCE PER L'UMANITA'

Esistono persone, operanti in diversi settori della vita e della società (compreso quello spirituale), che tendono ad approfittarsi delle debolezze altrui per soddisfare le proprie brame personali. Si tratta di un fenomeno noto, sia attuale che passato che non stupisce più nessuno.
Oggigiorno, sempre più diffuse sono le persone che dicono di essere in contatto con Maestri realizzati, extraterrestri o altre entità varie, tramite il fenomeno del channeling o canalizzazione.Altri dicono di aver già risvegliato il fuoco Kundalini ed essere entrati nel sublime stato di beatitudine chiamato Samadhi. Altri ancora invece sentendosi già realizzati, si proclamano guide spirituali o incarnazioni di esseri divini o stellari. Naturalmente, agli occhi di chi non conosce realmente queste esperienze e non è in grado di discernere tra il vero e il falso, questi fenomeni appaiono reali.

Molte persone, quindi, approfittano dell’ignoranza e delle debolezze del prossimo per condurre i propri affari. Nel campo spirituale, un tempo la Chiesa vendeva le indulgenze, oggi, tramontata l’idea del peccato, in questa nuova era di apparente risveglio, è sorta invece l’idea dell’IO SONO. Una filosofia “sacra” volta a condurre all’identificazione con il Sé superiore e con il Tutto, ridotta invece all’esaltazione della personalità, delle proprie esperienze o visioni e del proprio status “spirituale” di realizzazione.

Ma come mai tutto ciò?
I casi possono essere i più svariati, innanzitutto ogni periodo storico ha la propria tendenza e moda, e in questo attuale il tema principale è la spiritualità. Essa è un terreno fertile e non ancora dimostrabile scientificamente, dove ognuno può dire la “propria” senza che sia contraddetto con prove schiaccianti dichiaranti il contrario. Un buon oratore che abbia anche una conoscenza adeguata, sa sicuramente come conquistare il suo pubblico ed essendo che oggi gran parte dell’umanità è polarizzata sul piano emotivo, risvegliare gli ideali e il desiderio è la strada vincente a tale scopo.

Oggi tantissime persone sono insoddisfatte della vita, depresse, annoiate, sempre alla ricerca di qualcosa che gli stravolga la vita e che le faccia sentire libere e complete. I “falsi guru” a tal proposito fanno leva proprio su queste emozioni, accendendo il desiderio di illuminazione o semplicemente di pace, serenità e benessere, spingendo così le persone a credere alle loro parole. Come dei lupi travestiti da agnellini, mascherano bene il loro vero volto.

L’uomo cerca sempre qualcosa su cui aggrapparsi e considerando che, in questo attuale periodo di consumismo, sta trovando insoddisfacente gran parte della materialità che offre la vita fisica, è passato ad attaccarsi ai fenomeni astrali e ad altre persone ritenute illuminate, così da potersi garantire l’entrata in “paradiso” oggi chiamato col nome di “nirvana”.

Ma cosa ci guadagnano queste persone che si sentono dei leader nel campo spirituale?

Molto spesso, in realtà, l’unico guadagno che vogliono è quello di farsi un nome, di essere famosi ed avere dei seguaci. Altri, cercano di farsi pubblicità per spingere poi alla vendita di qualche prodotto o servizio. Ma in entrambi i casi è sempre la brama di potere a muovere la persona, che poi sia di carattere intellettuale, emotiva o fisica, poco importa.

Esistono poi altri casi di persone che, in buona fede, credono realmente nelle loro esperienze (anche se non realmente effettive), spinte così in apparenza da un movente altruistico e di servizio. In quest’ultimo caso, anche se l’intento può essere positivo, il risultato di solito non è lo è mai. Ingannate dal piano astrale, in realtà, tali persone non godono di una vera spiritualità, in quanto non posseggono né l’onniscienza, né la saggezza, né comunque un vero contatto con il divino, tale da aiutare se stessi o gli altri.

In tutti questi casi, come disse il Cristo, sono “dei ciechi che guidano altri ciechi” ed il risultato non è di certo cambiato negli ultimi duemila anni, finiranno infatti “entrambi nella fossa”. Alla fine, quindi, chi ci rimette realmente sono le migliaia di persone che credendo a questi impostori e ad ogni loro minima parola, sprofondando sempre più nell’ignoranza e nell’illusione, non giungendo così a quell’espansione di coscienza della buddhità o della mente illuminata, tanto ricercata.

Lasciatemi dire, per esperienza personale, che la maggior parte di coloro che credono di poter canalizzare insegnamenti o di innalzarsi il fuoco kundalini, è spesso preda di allucinazioni di vario genere. A volte, cadono vittima del subconscio, oppure di aspirazioni e desideri repressi, che vengono dall’attuale vita o da quella precedente, o ancora di ambizioni della personalità stessa, di un contatto telepatico con altri uomini o con anime disincarnate, non più evolute di loro e spesso di grado anche inferiore.

Generalmente, i veri discepoli polarizzati sul piano mentale superiore o su quello animico, non usano i metodi di comunicazione del piano astrale, come la penna e la tavoletta, la scrittura automatica, la voce diretta o la trance. Questi, infatti, non sono indice di vero progresso spirituale, né di saggezza, né della volontà dell’anima: in questi casi, la mente del medium o di chi canalizza, purtroppo è accecata da questa realtà falsata e corrotta e non riconosciuta come tale.

La vera canalizzazione esiste, questo lo devo anche sottolineare, e molti nella storia ne sono stati un esempio genuino. Maun vero maestro o un iniziato ai misteri, non si proclama mai tale, ne dice di essere in contatto con forze soprannaturali, a meno che nel bisogno del momento non sia mosso dalla pura volontà dell’anima. Il pericolo sarebbe quello di innescare attrazione per i fenomeni occulti nelle persone, distraendoli dalla vera ricerca del Sé e della verità, che si trova al di là del mondo fenomenico e della relatività. Molti discepoli lavorano in modo anonimo, proprio per evitare anche l’attaccamento nei confronti di chi canalizza o della personalità di un Maestro.

Il Cristo stesso duemila anni or sono disse: “Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ho predetto” (Matteo: 24, 11). I Maestri e gli iniziati si riconoscono principalmente per il loro esempio di vita, per il servizio reso al mondo e per l’amore incondizionato che compiono e manifestano sulla Terra, in modo impersonale e distaccato.

Sul tema della kundalini – altro fenomeno molto ambito – c’è molta confusione, specialmente riguardo al suo risveglio e agli effetti da esso prodotti. Essa, in realtà, sarà attivata solo quando l’anima avrà raggiunto un completo “dominio” sulla personalità, in modo che ogni idea di separazione venga rimossa. Inoltre, sono i centri eterici o chakra già risvegliati, espansi e roteanti ad una certa velocità, che permettono l’elevazione del fuoco, non il contrario. Ricordo anche che i chakra non si attivano con la semplice meditazione, altrimenti l’espansione sarebbe solo momentanea, essi rispondono piuttosto alla propria consapevolezza e virtù acquisite. L’ascesa della Kundalini, quindi è il processo culmine che avviene dopo tantissime espansioni di coscienza, le quali hanno portato l’uomo ad essere realmente un’anima incarnata in Terra, come lo fu il Cristo in Galilea e il Buddha in India. E’ veramente difficile risvegliarla e può essere attivata solo con un fortissimo atto di volontà.

Quando invece avviene prematuramente, i pericoli sono tantissimi:“..Se un uomo, col potere della volontà o per lo sviluppo eccessivo del lato mentale del suo carattere, acquistasse il potere di fondere questi fuochi della materia e di farli salire, correrebbe il pericolo dell’ossessione, della pazzia, della morte fisica, o di terribili menomazioni in qualche parte del corpo, come pure correrebbe il rischio di uno sviluppo eccessivo dell’impulso sessuale, a causa dell’invio della forza verso l’alto in modo non equilibrato, o a causa della deviazione della radiazione verso centri indesiderabili”. (Alice Bailey – “Trattato del Fuoco Cosmico” – Il libraio delle stelle).

Ma come riconoscere quando questi fenomeni nelle persone sono avvenuti realmente o sono semplicemente vittime della loro personalità egoista ed illusa?
Il primo metodo, è quello di osservare il loro comportamento quotidiano e non tanto le parole che professano. Osservando il loro modo di reagire nelle situazioni più difficili e drammatiche.Osservando se l’amore di cui tanto si vantano è conforme alle azioni pratiche e volto in modo impersonale ed altruistico, senza distinzione alcuna, basata sul piacere o non piacere, sulla simpatia o antipatia. Osservando, quindi, il loro potere di discernere e anche se l’impulso che li muove all’azione, sia dettato dalla personalità ancora egoista ed egocentrica e volto all’esaltazione di sé e delle proprie esperienze personali e spirituali, oppure da un vero impulso animico.

Ricordate: i discepoli sono così occupati a insegnare la verità, che non hanno né tempo né voglia di parlare di se stessi. “Si dice che le esperienze spirituali più profonde e più intime non dovrebbero mai essere riferite. È fondamentalmente vero, e non c’è ricercatore autentico che sia minimamente interessato a discuterne. Più profonda e più vitale è l’esperienza e minore è la tentazione di parlarne. Solo i principianti alle prese con un avvenimento teorico, immaginario, ne rivendicano l’esperienza”. (Alice Bailey – “Autobiografia incompiuta” – Il libraio delle stelle). Il primo metodo sarà, quindi basato sulla capacità di osservare e di discernere; sulla propria conoscenza, intelligenza ed intuizione.

Il secondo metodo, è quello della conferma effettiva tramite il “vedere” o il “sentire” il corpo di luce, il corpo astrale ed eterico e con essi i chakra corrispettivi. Oggi sempre più persone stanno sviluppando doti di psicometria e chiaroveggenza e presto nessun segreto sarà più tenuto segreto. Al di là delle tante parole che si sentono e si dicono, al di là delle tante maschere che le persone si creano, sotto questo vestito di carne, ognuno di noi brilla ed irradia luce, secondo la propria vera consapevolezza.

Lì non esistono parole o maschere che velano, lì l’uomo appare per come realmente è! Quando le persone potranno percepire o sentire tale luce, metteremo finalmente fine a tutti i falsi guru, a tutte le false esperienze astrali, di ascesa della kundalini e di channeling, che certa gente professa come spiritualità. A quel punto, come disse il Cristo: “un giorno nulla sarà nascosto e tutti i segreti saranno gridati dai tetti“.

All’occhio del chiaroveggente nulla può sfuggire. Nessuno può aver innalzato la kundalini quando ancora i chakra risultano essere poco espansi o roteanti lentamente. Nessuno può averla innalzata, senza che l’esternazione fisica del canale centrale eterico, il sushumna, non si sia attivato. Esistono, inoltre, delle reti separatorie tra un centro e l’altro, che devono essere bruciate dall’espansione stessa dei chakra principali, prima che il fuoco possa irrompere nel canale centrale. E questo non è che l’abc. Esiste, infatti una scienza occulta molto profonda, riguardante i centri e il corpo eterico e nessuno che non possieda tale conoscenza può permettersi di “giocare” col fuoco.

Sempre più persone stanno sviluppando queste doti e presto tutti gli impostori verranno rovesciati dai loro troni. Nessuno potrà più affermare di “operare in nome della luce” o proclamarsi tale, se almeno non avrà… fatto nascere il Cristo nella Grotta del Cuore, e non parlo per semplice metafora, questa affermazione ha una valenza occulta molto profonda. L’antahkarana, il ponte o (il filo d’oro) che unisce l’anima ai corpi sottili e al cervello fisico, permette di far fluire l’intuizione e penetrare in una realtà che non vede più una personalità separata dall’anima e dal Tutto.

La Kundalini viene risvegliata solo quando la costruzione di questo ponte è stata ultimata ed i chakra dei corpi sottili (eterico, astrale e mentale) come conseguenza siano già stati ampiamente risvegliati ed espansi. Espansione che, sottolineo, avviene per risveglio di coscienza e non concentrandosi su di essi tramite una tecnica meditativa. Espansione che avviene solo quando tutti i nodi di ignoranza e di illusione, di attaccamento e di avversione e di qualunque altra forma di annebbiamento astrale e mentale siano stati riconosciuti, compresi e trascesi.

Ognuno di voi è il guru di se stesso. Questo è il primo compito dell’aspirante sul sentiero e del discepolo: riconoscere la propria voce interiore; allineare l’intera personalità all’anima, sublimando i vizi nelle virtù; sviluppare il discernimento spirituale; abbattere ogni barriera di separazione fra se stesso e l’anima e fra l’anima e lo Spirito, così che la dualità venga trascesa per l’unità.

Quando l’uomo non calcherà più il sentiero ma diverrà il sentiero stesso, quando avrà messo a tacere ogni voce della personalità egoista ed egocentrica, allora potrà udire la voce che parla nel silenzio. Solo allora l’allievo sarà pronto e il Maestro apparirà. Non cercate quindi il Sé Superiore e l’identificazione con il divino nella tecnica della meditazione, questa può essere un mezzo, una via come tante, perfino quella maestra, ma non è la meta. La meditazione è la strada, ma raggiunta la casa, la strada è lasciata alle spalle. Il divino è in ogni piano, in ogni vibrazione, perfino nella forma ritenuta più rozza e grossolana.

Lo stesso dicasi delle visioni e della kundalini, sappiate che queste arrivano naturalmente solo dopo aver raggiunto l’espansione di coscienza ideale da permetterne l’esperienza; l’esperienza però non è l’espressione del Sé, ricordate che la vera essenza sta al là di ogni fenomeno, oltre le sensazioni oltre le percezioni, oltre l’intenzione e la coscienza stessa. Non scambiate l’esperienza per l’espressione: l’una sta all’altra come la personalità sta all’Anima. L’espressione più grande per ogni essere umano è l’iniziazione, ovvero l’identificazione con l’anima e successivamente con lo Spirito, la Mente Universale.Questa è la meta attuale. Ma attenzione: talvolta le visioni distolgono dal vero contatto e possono essere ingannevoli, se non si sia aperto il flusso dell’intuizione pura che proviene dai piani alti dell’Anima.

Non cercate quindi neanche i fenomeni astrali e psichici come la chiaraudienza (la canalizzazione), la chiaroveggenza, la psicometria o la medianità. Questi non sono indice di spiritualità; sono solo i fiori dei poteri che possono essere utilizzati con saggezza solo operando dal piano dell’anima, altrimenti serviranno solo a rallentare o intralciare il progresso spirituale, illudendo il discepolo di stare praticando la vera spiritualità. Concentratevi sul frutto non sul fiore, essi saranno solo una conseguenza, ed anche se non dovessero giungere, comunque non sono fondamentali alla realizzazione. La verità sta oltre le parole, oltre le visioni, oltre le esperienze.

Concludo, così questo articolo riportando le parole di un grande maestro di Saggezza, il Buddha Shakyamuni, in uno dei suoi discorsi: “Non dobbiamo credere che una cosa sia vera, semplicemente perché è stata detta; né alla tradizione, perché ci è pervenuta dall’antichità; né alle opinioni in quanto tali; né agli scritti dei saggi, solo perché sono stati scritti da essi; né alle immaginazioni che si suppongono ispirate da un Deva (ossia presunte ispirazioni spirituali); né alle deduzioni tratte da qualche assunzione fatta a caso; né a ciò che sembra una necessità analogica; né per la pura autorità dei nostri istruttori o maestri. Ma dobbiamo credere quando lo scritto, la dottrina o il detto sono corroborati dalla nostra ragione e dalla nostra esperienza. Per questo io vi ho insegnato a non credere semplicemente perché avete udito, ma quando la vostra stessa coscienza vi dice di credere, allora agite di conseguenza e senza riserve”.(H.P.B. – “La Dottrina Segreta, Vol. III” – Edizioni Teosofiche Italiane).

Articolo di Daniela Gambino

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