lunedì 2 febbraio 2015

IL 2 FEBBRAIO LA CANDELORA ED IL 3 FEBBRAIO LA BENEDIZIONE DELLA GOLA


Il 2 febbraio la Candelora ed il 3 la Benedizione della gola


Il 2  febbraio la Candelora ed il 3 la Benedizione della gola
Il 2 Febbraio si celebra per i Cristiani la Candelora, ovvero la festa che celebra il ricordo della presentazione di Gesù al Tempio, quaranta giorni dopo la nascita.
Viene così definita perchè in questa data si benedicono le candele, simbolo di Cristo "luce per illuminare le genti", come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempo di Gerusalemme, regola prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi.

La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l'usanza ebraica, una donna era considerata impura del sangue mestruale per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi.

La festa della candelora  ha origini pagane. è nata nell’antica Roma si celebrava tra il 15 e il 18 del mese, il culmine della festa era la februatio, da cui deriva il nome febbraio, cioè la “purificazione” della città dagli influssi dei demoni.Il cristianesimo, poi, si appropriò della februatio, convertendola nella festa della Purificazione della Madonna e spostando la data al 2 febbraio.

Nella ruota dell’anno, la Candelora è una sorta di porta tra l’inverno, oramai verso il declino e l’imminente primavera, almeno nell’Italia centro/settentrionale.

Nella tradizione popolare abbonda di proverbi  che a detta di molti ci permette di ipotizzare come evolverà la seconda parte della stagione fredda. Purtroppo le credenze popolari variano da regione a regione ed in alcuni casi si trovano in opposizione tra di loro.

Tutti abbiamo sentito almeno una volta il detto: per la Candelora, se nevica o se plora, dell’inverno siamo fora, ma se c’è sole o solicello siamo solo a mezzo inverno oppure in una delle sue varianti: per la Candelora dell'inverno siamo fora, ma se piove o tira vento nell'inverno siamo dentro.

Il 3 febbraio, la festa di san Biagio con la tradizionale benedizione della gola, la cui formula, pronunciata dal sacerdote in italiano è: "Per intercessione di San Biagio, Vescovo e Martire, Dio ti liberi dal mal di gola e da ogni altro male. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen"

Questa benedizione viene impartita usando due candele benedette (secondo il costume di alcuni luoghi) nel giorno precedente, cioè per la festa della Candelora.

Una tale benedizione popolare, nel tempo delle aspirine e del collutorio, può apparire un tantino sorpassata o addirittura superstiziosa, tuttavia,  questa antica benedizione rievoca una terribile realtà, realtà del passato per noi occidentali, tuttora presente per altri popoli.

Un tempo tutti i bambini dovevano essere benedetti a San Biagio e forse anche gli adulti, in tempi più recenti, non sapevano più il perché, ma era rimasto, conscio o inconscio, il ricordo di una malattia della gola, spesso mortale, che attaccava soprattutto i bambini: la difterite.

Adesso, anche se abbiamo la vaccinazione e tanti altri rimedi, c'è chi continua ad affidarsi alla provvidente benedizione di Dio, facendo memoria del passato. http://www.atnews.it/notizie/varie/item/16937-il-2-di-febbraio-%C3%A8-il-giorno-della-candelora-ed-il-3-san-biagio,-protettore-della-gola.html

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“Io non ho nessun insegnamento. Non sono un insegnante. Non dò nessuna filosofia di vita, né alcuna disciplina, né programmi da seguire.  ...