martedì 17 marzo 2015

L'ANGELO CUSTODE E PADRE PIO

L'Angelo Custode e Padre Pio

"Parlare" dell’Angelo Custode significa parlare di una presenza molto intima e discreta nella nostra esistenza: ognuno di noi ha instaurato un rapporto particolare col proprio Angelo, sia che lo si abbia coscientemente accettato, sia che lo si ignori. Naturalmente l’Angelo Custode non è una prerogativa delle grandi personalità religiose: il "non vederlo" e il "non sentirlo" di molti uomini comuni, immersi nella vita frenetica della quotidianità, non intacca minimamente la sua presenza accanto a noi.
Il pensiero di padre Pio su questo angelo speciale per ciascuno di noi è sempre chiaro e conforme alla teologia cattolica e alla dottrina ascetico-mistica tradizionale. Padre Pio raccomanda a tutti "grande devozione a questo sì benefico angelo" e stima "un grandissimo dono della Provvidenza la presenza di un angelo che ci custodisce, guida e illumina per la via della salvezza".

Padre Pio da Pietralcina aveva una fede vivissima per l'Angelo Custode.
Si rivolgeva a lui in continuazione e lo incaricava di svolgere le mansioni più strane.
Ai suoi amici e figli spirituali Padre Pio diceva: "Quando avete bisogno di me, inviatemi il vostro Angelo Custode".
Spesso si serviva anche lui, come Santa Gemma Galgani, dell'Angelo per far recapitare lettere al suo confessore o ai suoi figli spirituali sparsi per il mondo.

Cleonice Morcaldi, la figlia spirituale prediletta, nei suoi diari ha lasciato scritto questo eccezionale episodio: «Durante l'ultima guerra mio nipote fu fatto prigioniero. Non ricevevamo sue notizie da un anno. Tutti là credevamo morto. I suoi genitori impazzivano dal dolore. Un giorno, mia zia si buttò ai piedi di Padre Pio che stava in confessionale e gli disse: "Ditemi se mio figlio è vivo. Io non mi tolgo dai vostri piedi se non me lo dite". Padre Pio si commosse e con le lacrime che gli rigavano il viso disse:"Alzati e vai tranquilla". «Passò ancora del tempo e la situazione in famiglia era diventata drammatica. Un giorno, non potendo più sopportare il pianto accorato degli zii, mi decisi a chiedere al Padre un miracolo e, piena di fede, gli dissi: "Padre, io scrivo una lettera a mio nipote Giovannino. Metto sulla busta il solo nome perché non so dove egli sia. Voi e il vostro Angelo Custode portatela dove egli si trova". Padre Pio non mi rispose. Scrissi la lettera e l'appoggiai, la sera prima di andare a letto, sul comodino. La mattina dopo, con mia grande sorpresa, e anche con paura, vidi che la lettera non c'era più. Andai a ringraziare il Padre e lui mi disse: "Ringrazia la Vergine". Dopo una quindicina di giorni, in famiglia si piangeva di gioia: era arrivata una lettera da Giovannino in cui egli rispondeva esattamente a tutto quello che io gli avevo scritto.

La vita di Padre Pio è piena di simili episodi -afferma Monsignor Del Ton, -come del resto quella di molti altri Santi. Giovanna d'Arco, parlando degli angeli custodi, dichiarava ai giudici che la interrogavano: "Li ho visti molte volte tra i cristiani".


Nelle sue lettere si legge:

Il tuo angelo custode vegli sempre su di te, sia egli il tuo condottiero che ti guidi per l'aspro sentiero della vita; ti custodisca sempre nella grazia di Gesù, ti sostenga con le sue mani affinché tu non dia del piede in qualche sasso; ti protegga sotto le ali sue dalle insidie tutte del mondo, del demonio e della carne. Come è consolante il pensiero che vicino a noi sta uno spirito, il quale dalla culla alla tomba non ci lascia mai un istante, nemmeno quando osiamo di peccare. E questo spirito celeste ci guida, ci protegge come un amico, un fratello. Ma è oltremodo consolante il sapere che quest'angelo prega incessantemente per noi, offre a Dio tutte le buone azioni e opere che compiamo, i nostri pensieri, i nostri desideri, se son puri. Abbilo sempre davanti agli occhi della mente, ricordati spesso della presenza di quest'angelo, ringrazialo, pregalo, tienigli sempre buona compagnia. Apriti e confida a lui i tuoi dolori; abbi continuo timore di offendere la purezza del suo sguardo. Sappilo e fissalo bene nella mente. Egli è così delicato, così sensibile. A lui rivolgiti nelle ore di suprema angoscia e esperimenterai i di lui benefici effetti (E III, 82-83).

(…) Quanto consola il sapersi di essere sempre sotto la custodia di un celeste spirito, il quale non ci abbandona nemmeno (cosa ammirabile!) nell'atto che diamo disgusto a Dio! Di chi dunque può temere l'anima devota avendo sempre con sé un sì insigne guerriero? O non fu egli forse uno di quei tanti che assieme all'angelo san Michele lassù nell'empireo difesero l'onore di Dio contro satana e contro tutti gli altri spiriti ribelli ed infine li indussero alla perdita e li relegarono nell'inferno? Ebbene, sappiate che egli è ancor potente contro satana e i suoi satelliti, la sua carità non è venuta meno, né giammai potrà venir meno dal difenderci. Invocate spesso questo angelo custode, quest'angelo benefico, ripetete spesso la bella preghiera: "Angelo di Dio, che sei custode mio, a te affidato dalla bontà del Padre celeste, illuminami, custodiscimi, guidami ora e sempre". Qual sarà la consolazione quando, al momento della morte, l'anima vostra vedrà quest'angelo sì buono che vi accompagnò lungo la vita e fu sì largo di cure materne? (E II, 403-405)


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