giovedì 22 ottobre 2015

COME UN UOMO PENSA NEL SUO CUORE COSI' EGLI E' (Lc 6:45) CONNY MENDEZ

Come un uomo pensa nel suo cuore, così egli è (Lc 6:45)
Se hai l'abitudine di pensare che sei di sana costituzione, puoi fare qualunque cosa e resterai sano. Ma se cambi il tuo modo
di pensare, e ti lasci intimorire dalla paura delle infermità, incomincerai ad ammalarti e perderai la salute. Se sei nato nella
ricchezza è possibile che rimarrai sempre ricco, a meno che qualcuno ti dica esiste un destino con i suoi rovesci e ti convinca
che il tuo possa cambiare e diventare miserevole. Se nella tua mente è radicata l'idea che gli incidenti stanno in agguato ad
ogni passo, subirai incidenti. Se sei convinto di avere una buona sorte, le cose ti andranno bene.
Qualunque cosa trattieni nella tua mente, questo è quanto vedrai manifestarsi nella tua vita e in tutto ciò che farai. Sono
infatti questi pensieri a creare ciò che viene chiamato "destino".
Noi, non siamo mai coscienti delle idee che riempiono la nostra mente. Queste si vanno formando in accordo a ciò che ci
insegnano o a quello che sentiamo dire. Siccome quasi tutto il mondo ignora la Legge della Creazione, che governa la vita,
quasi tutti trascorrono la loro esistenza fabbricandosi condizioni contrarie, vedendo peggiorare ciò che prometteva bene,
muovendosi alla cieca, senza bussola, timone, o progetti. Non solo, ma le varie disgrazie vengono attribuite ad un non meglio
definito destino mentre le lezioni sono apprese con molte difficoltà. Oppure si attribuisce tutto alla Volontà di Dio, volontà
che, comu nque, resta fuori dalla nostra comprensione.
Da quanto hai potuto leggere fino a questo punto, ti sarai reso conto che l'essere umano non è quello che ti hanno fatto
credere, ossia una povera creatura, sbattuta qua e là dalla circostanze della vita, come un turacciolo in un mare tempestoso.
Niente di tutto questo! La sua vita, il suo mondo, le sue azioni, tutto ciò che lui è, e tutto ciò che gli succede, sono solo sue
creazioni e di nessun altro. Lui è il Re del suo impero e se pensa di essere un turacciolo nella tempesta, sarà così perché il
suo pensiero creerà e manterrà tale condizione.
Nascere con libero arbitrio, significa esercitare la capacità di scegliere liberamente. Scegliere cosa? Di pensare negativamente
o positivamente, in modo pessimista od ottimista. Pensando il male e le disarmonie produrremo male e disarmonie, mentre
pensando il buono e il bello produrremo il buono e il bello, sia nel nostro mondo esteriore che in quello interiore.
La Metafisica, insegna da sempre che le idee di cui siamo convinti passano nel subconscio dove si stabiliscono, creando le
condizioni per cui possono generarsi problemi e malattie. Queste condizioni, prima o poi, si manifesteranno nel nostro corpo,
nell'ambiente o nelle situazioni della vita. Anche la psicologia moderna, con secoli di ritardo, sta scoprendo la verità di tale
insegnamento. Si pensi, a tal proposito, che la medicina ufficiale considera almeno l'80 per cento delle malattie di origine
psicosomatica, ovvero originate dall'influenza della mente (psiche) sul corpo (soma).
Quando l'essere umano si ritrova avvolto negli effetti della sua ignoranza, ossia, nelle calamità che lui stesso ha prodotto, si
rivolge a Dio e lo supplica perché lo liberi dalla sofferenza. Ciò generalmente si verifica quando i familiari, consolandolo gli
dicono: "Bisogna rassegnarsi alla Volontà di Dio". Com'è possibile affermare che la volontà del Creatore è malvagia, quando
da millenni la religione insegna che Dio è un Padre che ama le sue creature? Un Padre tutto Amore, Bontà e Misericordia,
tutto Saggezza ed Eternità.
Ti stai rendendo conto di come non siano attribuibili a Dio le sofferenze e le malattie? Ti pare pensabile che un padre tutto
Amore e infinitamente saggio, possa esprimere una volontà malvagia verso i suoi figlioli? Noi stessi, padri e madri mortali,
non saremmo mai capaci di tormentare i nostri figli con le miserie e le sofferenze che vediamo nel mondo e che vengono
attribuite ai misteriosi disegni di Dio.
Noi non saremmo capaci di condannare al fuoco eterno una nostra creatura per un errore fatto nella sua condizione mortale, e
consideriamo, invece, che Dio ne sia capace! Sarebbe come dire, senza rendercene chiaramente conto, che stiamo attribuendo
a Dio un ruolo di regnante capriccioso, vendicativo, animato da cattive intenzioni, e attento ad ogni nostra più piccola
infrazione per poterci punire con castighi molto pesanti. È comunque naturale questo modo di pensare perché nasciamo,
viviamo e moriamo, ignorando le regole e le leggi basilari della vita.

Abbiamo già detto quali sono i motivi delle nostre calamità: sono i frutti del nostro pensiero. È proprio in questo che troviamo
la nostra immagine e somiglianza con il Creatore. Noi stessi, infatti, siamo i creatori della nostra propria vita.


CONDIVISO E TRATTO DA http://www.rosacroceoggi.org/testi/mario_rizzi/Metafisica.pdf

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