mercoledì 4 novembre 2015

ALL'ANGELO DELLA NOTTE

All’Angelo della notte



Amico, figlio della Luce, Potenza sulle tenebre, Messaggero di Dio, meraviglioso vigile di noi, povere creature del Signore, a Te è stato affidato un compito molto importante: quello del viaggiatore solitario per fermare tutti gli ostacoli che, nella notte, pian piano s’avanzano per disturbare la quiete dell’uomo e per fermare quei demoni che s’aggirano come leoni ruggenti, e si nascondono negli angoli delle vie.

Sii benedetto, Angelo della notte. Prima di coricarmi già penso alla Tua maestosa presenza che mi visita e mi copre perché non prenda freddo. Come una mamma, affaticato per il molto lavoro che incontri momento per momento, Tu hai sempre per me e per ogni figlio di Dio una parola di luce che è un consiglio uscito dalla mente dell’Altissimo Iddio.

Quanto sei bello, Angelo della notte! Le Tue mani affusolate mi parlano della finezza del Tuo spirito e della raffinatezza del Tuo Essere. I Tuoi capelli svolazzanti mi dicono che Tu sei proprio Colui che sei stato chiamato dal Signore a volare, volare da un letto all’altro, da una casa all’altra, da un viottolo all’altro e le Tue ali pieghevoli e graziose mi ricordano i Tuoi lunghi viaggi durante i quali Ti ho incontrato stanco, spossato, seduto su un sasso nella densità della notte fonda, pensieroso e quasi mesto per quel che hai veduto e sentito.

Quale coraggio Tu hai! Quel coraggio che hai è il coraggio di Dio che Ti lancia nell’immensità della Sua creazione.

E quando Tu sali sulla montagna, talvolta con i Tuoi piedi di spirito impastati, mi fai pensare al grande lavoro che hai e che non Ti tiri mai indietro. Obbedisci al Tuo Creatore, mentre io, povera anima, talvolta mi ribello perché mi sembra di far troppa fatica a ripetere sempre il “sì” dell' Amore.

Accanto al mare Tu osservi le sue onde e pensi al lor fattore, il Tuo Signore e mio Signore. E cammini su quelle acque, mentre nei miei sonni tranquilli Ti seguo, placida e desiderosa di afferrarTi per darTi sulla fronte un grosso bacio d’amore.

Se osservo i Tuoi occhi quando mediti sul genere umano, mi vien voglia di alzarmi e mettermi in ginocchio a pregare con Te, perché i cuori degli uomini abbiano sete del Padre eterno.

Angelo della notte, amico mio, Ti voglio bene. Ti raccomando di vegliar presso la povera anima mia e quella di tutti coloro che non si ricordano di ringraziar Gesù, fratello nostro, e di pregarLo perché a ciascuno conceda su questa terra la Sua comunione d’Amore.

Angelo della notte, salutami il Signore, e diGli che Lo amo davvero, anche se sono sempre debole, povera, incapace, peccatrice. Così sia.


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