domenica 28 maggio 2017

ATTRATTOLOGIA....DI ELENA PIRRERA......

La Legge di Attrazione

"Cosa sia questo potere non lo so.
So solo che esiste."(Alexander G. Bell)
Quasi tutti ormai sanno cos’è la Legge di Attrazione.
The Secret è il libro che ha avuto il merito di divulgare in modo massiccio questo affascinante insegnamento, e il suo successo è stato planetario, tant’è che Ronda Byrne, fautrice, ha venduto qualcosa come dieci milioni di copie del suo libro.
Cosa sia la Legge di Attrazione è semplice da spiegare: è quella legge universale secondo cui l’essere umano agisce come un magnete, ed è quindi in grado di attirare a sé qualunque cosa pensi con una forte intensità.
Questo perché i nostri pensieri non sono altro che emanazioni energetiche, capaci di attivare connessioni con tutto ciò che vibra alla stessa frequenza.
È come se l’energia di un pensiero, basato ad esempio sul forte desiderio di possedere un’auto sportiva, andasse in giro nell’Universo ad una velocità superiore a quella della luce, in cerca di ciò che risuoni con esso. In questo girovagare, troverà energia simile nel denaro occorrente per l’acquisto, o nell’offerta speciale o nel concorso che prevede proprio quell’automobile come primo premio. Ed a quel punto, il verificarsi di incredibili eventi sincronici, renderà reale il nostro sogno.
Avete presente quell’espressione estasiata, con gli occhi sognanti e un sorrisone stampato sul volto? Tutti noi lettori di The Secret abbiamo sperimentato un tale stato d’animo una volta giunti alla fine del libro. “Wow! Un grande potere è nelle nostre mani!” abbiamo pensato. Vogliamo essere degli uomini di successo? Semplice. Cominciamo a pensare di diventarlo! Desideriamo un’automobile nuova, una casa più grande, un lavoro più gratificante? Semplice. Focalizziamo i nostri pensieri su ciò che desideriamo. Chiediamo, crediamo e riceviamo. È questo il segreto.

La fisica quantistica

La fisica quantistica, disciplina che ci permette di spiegare scientificamente il fenomeno, ci conduce ad una nuova visione della realtà: tutto esiste adesso, nulla è predeterminato o ineluttabile, ma ogni cosa esiste sotto forma di un’onda di infinite possibilità.
In ogni attimo della nostra vita, noi non facciamo altro che scegliere una di queste possibilità, attraverso il nostro atto di “osservare”, provocando il collasso della funzione d’onda corrispondente. Per comprendere meglio il concetto, immaginiamo che su un grande schermo scorrano dei fotogrammi che rappresentano le diverse probabilità relative al verificarsi o meno di un dato evento, e immaginiamo che la foto su cui cade il nostro sguardo si stacchi dal mucchio e precipiti verso di noi, diventando reale. È proprio quello che succede.
Il termine “osservare” però non deve trarre in inganno. Non stiamo parlando di quell’azione che compiamo attraverso gli occhi, e non è osservando una banconota da 500 euro che riusciremo a portarla fino al nostro portafogli! “Osservare” è qui inteso come l’atto di sentire le emozioni che scaturiscono dai nostri pensieri. È un processo per lo più inconscio, e per questo difficile da controllare. Ad esempio, se i nostri pensieri sono intrisi di emozioni come la paura, tra le infinite possibilità a nostra disposizione sceglieremo proprio quelle che temiamo maggiormente.
Se, invece, la consapevolezza e la comprensione di questo meccanismo riuscisse a farci provare l’emozione corrispondente alla gioia di possedere già la famosa banconota da 500 euro, non ci sarebbe alcun ostacolo ad ottenerla.
Questa è la Legge di Attrazione.
Certo, il rovescio della medaglia riguarda la nostra scarsa capacità di gestire i pensieri. Chissà perché, pur essendoci una gamma pressoché infinita di pensieri positivi, la nostra mente sembra prediligere quelli negativi. Siamo abituati da secoli a indirizzare la nostra attenzione verso ciò che vogliamo evitare, piuttosto che verso ciò che vogliamo. E questo, secondo la Legge di Attrazione, è estremamente pericoloso. “Il simile attrae il simile”. Se i nostri pensieri sono intrisi di paure, attireremo altre situazioni paurose.
Lì per lì abbiamo pensato che, solo per il fatto di conoscere il meccanismo, avremmo potuto correggere il tiro. Abbiamo scoperto il trucco, no? Quindi basta esaminare i pensieri che affollano la nostra mente, eliminare quelli negativi e concentrarsi solo sui positivi.
Però, dopo qualche prova, ci siamo resi conto che, forse, non è così semplice come sembrava.
“Deve esserci qualcos’altro”.
Per fortuna, il dopo The Secret è stato ricco di approfondimenti. Molti autori hanno aggiunto dei tasselli importanti. E così abbiamo capito che il pensiero da solo non basta. Occorre infatti che il pensiero sia accompagnato da un’emozione altrettanto intensa. Altrimenti non otterremo il risultato sperato.
Abbiamo quindi ricominciato a sperimentare, anche stavolta pensando che fosse semplice. Così, ci siamo appartati mezz’ora al giorno per un mese intero (tecnica che ci è sembrata applicabile senza troppi sacrifici, appresa in uno dei tanti libri nati dopo The Secret), pensando al nostro atavico desiderio di diventare ricchi.
Abbiamo visualizzato nei dettagli la nostra vita da ricchi: abbiamo immaginato di fare shopping sfrenato in esclusivi negozi o di stare ad oziare immersi in una avveniristica vasca con idromassaggio e cromoterapia. Abbiamo sognato ad occhi aperti, seguendo alla lettera i consigli di chi sosteneva, nei suoi libri, il potere della visualizzazione creativa. Abbiamo provato ad emozionarci.
“Ma allora perché diavolo non ha funzionato neanche questa volta?” Ci siamo chiesti alla fine. “Dove abbiamo sbagliato?”
Il fatto è che, purtroppo, anche la gestione delle emozioni non è certo roba da ragazzi...
Se analizziamo con la dovuta attenzione il desiderio di ricchezza, infatti, scopriamo subito l’errore.
Sia durante l’emissione del pensiero che durante la visualizzazione, a causa delle nostre credenze limitanti, un altro pensiero subdolo e incontrollato si insinuava indisturbato tra i circuiti neuronali. Ma noi non ne eravamo consapevoli. La nostra comprensione limitata del processo ci impediva di leggere l’intero messaggio che stavamo trasmettendo all’Universo.
Pensavamo di aver chiesto semplicemente di diventare ricchi, ma ci sbagliavamo: l'emozione reale presente durante le nostre visualizzazioni, scaturiva infatti dal messaggio completo. Messaggio che, decodificato, suonava all incirca così: Desidero diventare ricco, perché ora non lo sono. E ne sento la mancanza. Inoltre, so già che non ci riuscirò. E, ahimè, rimarrò nella mia attuale penosa situazione...”.
E qui casca l'asino: dovete sapere che l’Universo non ama le frasi lunghe. Non le memorizza. Ricorda solo le ultime parole di un’espressione eccessivamente prolissa: “... penosa situazione” è ciò che si imprime nel campo d energia che ci circonda. Ed è questa parte che attiva la legge di attrazione.
Ovviamente, questa è solo una spiegazione spiritosa.
Mi diverte da morire l'immagine di un Universo un po’ tontolone che non capisce il senso delle nostre richieste, ma in realtà questo è solo il metodo più semplice per comprendere un concetto importante:
L'Energia universale è neutrale, non segue nessun tipo di etica, non giudica, non entra nel merito. Non ci protegge, non ci punisce, non ci premia, non gliene importa nulla che le nostre emanazioni siano orientate al bene o al male (questa distinzione è solo umana).
L'Universo interviene solo per ripristinare lo stato di equilibrio, ogni volta in cui tale equilibrio sia stato compromesso dalle nostre vibrazioni energetiche.
Qualunque cosa emaniamo produce una momentanea disarmonia: è un “dare” che deve essere compensato da un “ricevere”. Se metto in circolo pensieri, emozioni, sentimenti di gioia, il Flusso cosmico farà sì che io riceva pensieri, emozioni e sentimenti dello stesso tipo. E così accadrà con pensieri, emozioni e sentimenti di qualsiasi altra natura.
Così accade anche con le credenze limitanti. Ossia quei pensieri subdoli che ci sono stati instillati quando eravamo ancora piccoli e indifesi essermi e che, anche da grandi, non siamo assolutamente in grado di controllare. Non sei capace”, “Non puoi riuscire”, ci è stato detto tante volte. E il bambino di allora ci ha creduto. E anche una volta diventato adulto, continua ad auto sabotarsi, perché una parte dentro di lui ci crede ancora. Alcune convinzioni si sono per così dire auto generate: è bastato piangere, quando non conoscevamo altro tipo di linguaggio, ed essere di conseguenza sfamati, cullati o abbracciati, per far nascere in noi la convinzione che la sofferenza debba essere alla base del piacere.

L’Universo risponde puntualmente alle nostre credenze

L’Universo risponde puntualmente alle nostre credenze, anche quando non ne siamo consapevoli. La paura di fallire, l'atteggiamento agnostico o dubbioso, il non sentirsi degni, i collegamenti errati tra causa ed effetto che si sono creati nei nostri circuiti neuronali, ossia tutte quelle credenze limitanti che si insinuano nei nostri desideri, inficiano irrimediabilmente il processo creativo. Non ce nulla di più auto sabotante dei cosiddetti “sentimenti fragilizzanti”: vergogna, colpa, inadeguatezza, senso di inferiorità. Questi sentimenti permeano le nostre credenze, generando un conflitto tra la nostra identità e il nostro comportamento, tra i nostri bisogni e le regole morali che ci sono state trasmesse.
Pensare di addentrarsi facilmente nel mondo sconosciuto delle credenze è da sempliciotti o da folli. Le credenze si annidano nell inconscio, a una profondità impressionante rispetto al nostro ingenuo punto di vista. E chi è convinto di riuscire a stanarle con facilita, si illude. L’inconscio è inaccessibile a noi comuni mortali. A meno che non si ricorra a qualche trucco.
Un metodo straordinariamente efficace è quello del “procedimento inverso”.
Sappiamo che le convinzioni inconsce condizionano i risultati che otteniamo quando mettiamo in atto il processo creativo. Quindi, basta cambiare il nostro punto di vista e partire dai risultati. Pertanto, se la vincita agognata tarda ad arrivare, se la nostra anima gemella sembra non essere mai nata, sarà facile ipotizzare che alla base ci sia in noi la credenza che “il denaro deve essere conquistato con fatica, o quella in base a cui “non merito di essere amato”.
E allora, piuttosto che perdere tempo utilizzando la nostra mente conscia e chiedersi quali siano le credenze che ci limitano, prendiamo carta e penna e scriviamo tutto ciò che avremmo voluto ottenere e non abbiamo ottenuto. Lì, tra le righe, troveremo le terribili credenze nascoste e pronte all’attacco.
Una volta individuate, potremo cominciare a lavorare.
Si è scritto molto sulle tecniche per eliminare le credenze limitanti o trasformarle in potenziami. Un intero filone è quello dedicato alle “Affermazioni positive”.
Si parte dal principio che pronunciare ripetutamente delle frasi potenziami possa far sì che il cervello registri come vero tutto ciò che affermiamo.
Ora, non ce dubbio che tale pratica parta da una buona intuizione, ma mettersi la mattina davanti allo specchio e ripetere con aria convinta Io sono un essere meraviglioso” quando il viso è ancora disfatto dal sonno, con occhiaie profonde come la fossa delle Marianne e solchi rugosi che ricordano il Grand Canyon, può non essere facile.
L'Attrattologia ci fornirà, come vedremo in seguito, il tassello mancante per rendere più efficace l’uso delle affermazioni positive.
Il Segreto, a volte, è proprio sotto i nostri occhi.

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