domenica 12 marzo 2017

GLI OCCHI....LE FINESTRE DELL'ANIMA.........

Gli occhi, finestre dell'anima

«Lo sguardo dell’anima è potente nell’essere umano i cui occhi sono chiari e trasparenti, poiché l’anima abita nel suo corpo con tutta la sua forza, per poter compiere con lui ancora molte (buone) opere, poiché gli occhi sono le finestre dell’anima» (CC 220, 6).
Gli occhi chiari e puri sono un segno della vita, e sono propri di un essere umano fisicamente sano. Al contrario, chi ha gli occhi torbidi porta con sé i segni della morte.
«Chi, per quanto sano, ha occhi torbidi, ovvero, indipendentemente dal loro colore, essi non sono più tanto chiari, porta in sé i segni della morte. Lo stesso vale per una persona i cui occhi sono torbidi come una nuvola, la cui superficie è così spessa da impedire di ammirare dietro di essa una nuvola chiara come il cristallo. Questa persona si ammalerà presto e morirà poiché la sua anima non ha forza, dal momento che compie pochissime opere (buone) ed è per così dire come un uomo preoccupato che sta pensando al momento in cui dovrà abbandonare la sua casa e partire» (CC 220, 11).
La struttura, la funzione e la malattia dell’occhio sono descritte dalla medicina moderna con una terminologia complicata.
L’occhio umano si compone del globo oculare con le sue tre membrane: la sclerotica o cornea opaca, la coroide e la retina. La sclerotica forma la parete esterna. Nella sua parte interiore la sclerotica presenta un’apertura quasi circolare in cui è incastrata la cornea trasparente. Poiché essa è strettamente in relazione anatomica con la congiuntiva, è soggetta a molte malattie alla congiuntiva e alla cornea.
Sotto la sclerotica c’è la coroide, poi la retina che, nella parte anteriore della camera dell’occhio, forma l’iride e dà all’occhio il suo colore particolare.
L’iride è applicata contro la parte anteriore del cristallino e circoscrive la pupilla per mezzo della quale la luce penetra nell’occhio. Dietro il cristallino l’umore vitreo riempie la parte anteriore del globo dell’occhio. Questo è fatto per il novantanove per cento di acqua gelatinosa.
Un offuscamento del cristallino porta a disturbi di vista e viene indicato con il nome di cataratta. La camera interiore e quella esteriore sono riempite da un liquido, detto umore acqueo. L’afflusso e il deflusso di questo umore acqueo deve essere normalmente ben regolato. Un aumento di questo liquido con un deflusso difettoso porta a un aumento di pressione nell’occhio interno e alla perdita della capacità di vedere. Questa ipertensione dell’occhio viene chiamata glaucoma, ed è la causa prima che può portare alla cecità.
Anche Ildegarda dice che la vista dipende dalla relazione giusta fra il sangue e l’umore acqueo dell’occhio.
«Gli occhi dell’uomo sono stati creati a somiglianza del firmamento. La pupilla ha delle analogie con il sole, la colorazione nera o grigia attorno alle pupille ha delle analogie con la luna, e il bianco esteriore ha delle analogie con le nuvole. L’occhio è composto di fuoco (calore) e di acqua. Il fuoco lo tiene insieme e lo fortifica, l’acqua gli conferisce la facoltà di vedere. Se il sangue è abbondante nella parte superiore dell’occhio, esso reprime il potere visivo, poiché inaridisce l’acqua che avrebbe dovuto assicurare la vista all’occhio. D’altra parte, se il sangue è troppo ridotto, l’umore acqueo che avrebbe dovuto assicurare all’occhio il potere visivo non ha più forza, perché gli manca ciò che nel sangue doveva, come una colonna, supportare le sue forze. Per questo motivo, negli anziani, gli occhi si intorbidiscono, poiché il loro umore acqueo diminuisce con il sangue. Invece la persona giovane vede bene, perché c’è l’equilibrio fra sangue e acqua: il fuoco e l’acqua non sono ancora asciutti e non sono diminuiti oltre misura il calore e il freddo» (CC 92, 7).
Ildegarda descrive cinque tipi di occhi secondo il colore delfiride: gli occhi azzurri, gli occhi di fuoco, gli occhi screziati, gli occhi verdi, gli occhi bruni.
«Le persone che hanno gli occhi azzurri sono alle volte frivole, alle volte precipitose, oppure dissolute o pigre e indisciplinate nei loro costumi. Però fanno tutto scrupolosamente. Chi ha occhi di fuoco è saggio, ha un’intelligenza acuta ed è collerico. Le persone che hanno gli occhi screziati sono un po’ incostanti, perfino tristi alle volte, alle volte felici, tuttavia sono moralmente oneste. La gente che ha gli occhi verdi è incostante, leggera e furba, ma tuttavia abile per i lavori manuali e capisce in fretta ciò che ancora non conosce. Chi ha gli occhi bruni o neri è intelligente, sa dare buoni consigli, ma ha paura di tutto ciò che fa, cioè non è mai sicuro di se stesso» (CC 234, 22 e s.).
Ildegarda fa ancora altre osservazioni sul colore degli occhi.

Gli occhi azzurri

«Una persona dagli occhi azzurri, simili all’acqua, ha ricevuto questo colore dall’aria. Gli occhi di questo colore sono più deboli degli altri, perché l’aria cambia spesso a causa dei diversi influssi atmosferici: il calore, il freddo e l’umidità. Perciò gli occhi azzurri possono essere danneggiati dall’aria malsana, debole e umida come pure dalla nebbia» (CC 92, 24).
La medicina per gli occhi azzurri è il finocchio. Esso può guarire le infiammazioni e le infermità derivate dall’inquinamento dell’aria.
«Se una persona dagli occhi azzurri vede male o ha dolori agli occhi, deve subito mangiare dei finocchi o semi di finocchio, li deve tritare e impastarne il succo e la rugiada (che si trova su quest’erba) con un po’ di farina fina di frumento, e fame una piccola focaccia. Questa pasta si deve mettere di notte sugli occhi e legarla con una fascia. Così il dolce calore del finocchio e del frumento, mescolati alla rugiada, sopprimono i dolori, poiché gli occhi azzurri sono del genere dell’aria e quindi bisogna aggiungere la rugiada» (CC 170, 14).

Gli occhi di fuoco

Questo tipo di occhi ha un anello chiaro attorno all’iride, siano essi azzurri o bruni.
«Chi ha gli occhi di fuoco, simili a una nuvola scura che sta vicino al sole, li ha grazie al vento del sud. Essi sono sani, perché provengono dal calore del fuoco. Tuttavia la polvere e un qualsiasi odore li ferisce, poiché la loro chiarezza non reagisce alla polvere e la loro purezza non reagisce a un odore sconosciuto» (CC 92, 32).
Il rimedio universale per gli occhi di fuoco è il vino fatto di rose, violette e finocchi.

Ricetta

6 mi di tintura di violette 12 mi di tintura di rose 4 mi di tintura di finocchi Colmare con 50 mi di vino.
«Strofina quest’acqua sugli occhi prima di andare a letto, però devi fare attenzione che essa non penetri nell’occhio. Tuttavia, anche se un po’ del liquido penetrasse nell’occhio, non dovrebbe essere eccessivamente dannoso» (CC 170, 24).
Si mettono alcune gocce in un portauovo, si inumidiscono le dita con questo liquido e si passano con prudenza sulle palpebre, prima di andare a letto, facendo attenzione che il liquido non penetri nell’occhio.

Gli occhi screziati

Sono macchiati da diversi colori come l’azzurro, il verde, il bruno e il grigioazzurro.
Sono sensibili alle superfici metalliche lucenti e scintillanti, alle superfici d’acqua e alle sorgenti di luce, e vengono chiamati anche occhi televisivi.
«Chi ha gli occhi che assomigliano a una nuvola, in cui si specchia l’arcobaleno, li deve all’aria con le sue diverse perturbazioni atmosferiche, poiché essi non sono regolarmente asciutti o umidi. Sono deboli, poiché provengono da un’aria incostante, e hanno una facoltà visiva flebile specialmente perché non scaturiscono dal fuoco. Tuttavia sono acuti se l’aria piovosa è pura, perché derivano più da una natura umida che focosa. Ogni luce scintillante, che si origini dal sole, dalla luna, da un’altra sorgente di luce [televisione] o dallo scintillio di pietre preziose, da superfici metalliche o da altre fonti, è dannosa per gli occhi, perché essi provengono dalTaria con diverse perturbazioni atmosferiche» (CC 93, 1).
Questi occhi reagiscono se si guarda a lungo la televisione, si legge a lungo, o si va al cinema. Alle volte si manifestano dei disturbi, e sembra che ci siano delle immagini doppie davanti agli occhi.
Se una persona ha oltrepassato i cinquant’anni, gli occhi si possono intorbidire a causa di scorie sporche immagazzinate. La medicina moderna parla di cataratta in seguito alla perdita degli enzimi del cristallino dovuta a un difetto nell’impiego del glucosio.
Il vino allo zinco può stimolare di nuovo l’attività indebolita degli enzimi, migliorando perciò il potere visivo. Questo vino si dimostra efficace anche all’inizio della cataratta. È la medicina universale per gli occhi screziati, anche per la congiuntivite, il prurito agli occhi, o gli occhi lacrimosi, come nel raffreddore da fieno.
«Prendi dell’ossido di zinco e mettilo in un vino bianco puro. La sera, quando vai a letto, strofina esteriormente le palpebre con questo vino. Dopo aver toccato l’ossido di zinco, però, fa’ attenzione a non toccare gli occhi» (CC 171,6).

Ricetta del vino allo zinco

Zinco ossidato 0,5 g Zinco metallico 0,2 g Aggiungere 10 mi di vino bianco Prima di andare a letto si passa sulle palpebre chiuse il vino allo zinco con le dita umide. Si aspetta finché il vino viene assorbito, poi si aprono di nuovo gli occhi e si inumidisce solo il bulbo oculare o la congiuntiva, altrimenti brucia.

Gli occhi verdi

Le persone con gli occhi verdi sono più rare. Ildegarda scrive:
«Chi ha occhi che assomigliano a una nube offuscata, che non sono compieta-mente di fuoco ma neppure proprio torbidi, di colore verde-azzurro, ha questo colore dall’umidità della terra, che contiene molte erbe dannose e lombrichi. Questi occhi sono fragili e lasciano trasparire un tessuto rossastro, poiché derivano dal muco [livor]. Essi non vengono colpiti dall’aria umida, dalla polvere, dall’odore, dagli oggetti luminosi, per i quali gli altri occhi soffrono. A volte però sono afflitti da altre malattie» (CC 93, 12).
Il rimedio universale per gli occhi verdi bisogna prepararselo da sé.
«Se una persona ha gli occhi simili a una nuvola, che non sono proprio di fuoco ma neppure troppo torbidi, ma di colore verdastro, e vede male o ha dolori agli occhi, deve tritare d’estate del finocchio e d’inverno i semi di finocchio, mescolando il tutto con un uovo ben sbattuto, e metterlo sugli occhi prima di andare a letto» (CC 171, 18 e s.).

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